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MotoGP. Randy Mamola: “Ducati è superiore, blocchiamo il suo sviluppo” – MotoGP – Moto.it

Non sarà contento Dall’Igna: Randy propone che si studi un regolamento per congelare la situazione tecnica in Ducati e così permettere ai concorrenti di recuperare terreno. Oppure, dice l’americano, torniamo alla tecnologia del 2014

5 dicembre 2022

Sul sito Crash.net, Randy Mamola dice la sua sulla scarsa spettacolarità attuale della MotoGP e tira in ballo anche la Formula 1.

Il tema è caldo, con Ezpeleta che recentemente ha dichiarato “dalla Formula 1 copio tutto quello che posso”; e Marc Marquez che punta l’indice sulla troppa tecnologia che sta togliendo il controllo ai piloti e appiattisce i risultati.

Randy parte dalla aerodinamica, che crea una sorta di situazione di “aria sporca” comunemente associata alla Formula 1. E poi degli abbassatori che riducono l’impennamento e forniscono anche alcuni vantaggi in frenata.

“Se non sei un fan della Formula 1 – dice Mamola – oggi non puoi nemmeno essere un fan della MotoGP: quello che sentivamo dire in F1 quattro o cinque anni fa, quando non si riusciva a seguire la macchina davanti, lo registriamo ora in MotoGP”.

La Formula 1, considera il collega Alex Withwort dialogando con Mamola, è riuscita a ridurre l’effetto delle enormi ali e delle relative turbolenze negli ultimi dieci anni. Noi con la MotoGP nella problematica ci siamo dentro in pieno: si è aperta una nuova strada di prestazioni non sfruttate, con maggiori guadagni potenziali rispetto alle aree più familiari come la geometria delle sospensioni, la flessibilità del telaio o il carattere del motore.

E qui si arriva alla Ducati. Mamola riconosce i meriti a Dall’Igna, che definisce l’Adrian Newey delle due ruote.

“E’ stato il primo a sfruttare al massimo l’aerodinamica, ha portato l’holeshot nel 2019 e alla fine dell’anno il dispositivo holeshot era diventato un regolatore dell’altezza da terra. La Ducati è stata anche una delle prime fabbriche a utilizzare il software per prevedere, prima dell’inizio del weekend, la gomma ottimale per la gara. Oggi la Desmosedici è la moto più veloce della MotoGP, ha un grande vantaggio”.

E allora? E’ qui che il pilota di San Josè, classe 1959, si spinge ben oltre.

“E allora per me va messo un fermo per congelare la situazione – dichiara Mamola – Bisogna congelare la Ducati su quelle cose specifiche, impedirle di passare ai livelli successivi. In modo che gli altri produttori possano recuperare il ritardo. Come farlo non lo so, non sono un esperto di regolamenti, ma penso che debba scattare una serie di concessioni per gli altri produttori”.

Randy suggerisce anche una soluzione alternativa: si potrebbe togliere parte della tecnologia e riportare la MotoGP alla condizione del 2014, per esempio, anche se la MotoGP, almeno in teoria, dovrebbe essere una classe di prototipi in cui l’innovazione tecnologica è incoraggiata.

“Ma l’elettronica unificata del 2016, il fornitore unico dei pneumatici dal 2009, i limiti di cilindrata… Tutto compromette la situazione e le MotoGP non si possono definire dei veri prototipi”.

Randy aggiunge che le gare più belle le ha viste in SBK e in BSB.

“Sfortunatamente – conclude l’americano – in MotoGP non riusciamo a vedere quello che vorremmo per il piacere per gli occhi. Prima giocavi con l’acceleratore e la moto iniziava a impennare, ora puoi uscire da una curva anche in seconda marcia e spalancare l’acceleratore. Dobbiamo capire come cambiare, magari tornare a Superbike e BSB”.

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