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MotoGP 2022. Zeelemberg a Morbidelli: “Devi cambiare la tua guida vecchio stile” – MotoGP – Moto.it

Per sfruttare la Yamaha occorre imitare Quartararo: nella curva piega meno eppure gira più forte appendendosi alla moto. E poi bisogna mantenere bassa la temperatura delle gomme, lasciando i freni in impostazione di curva. E vale anche per Dovi

26 agosto 2022

Se ne parla poco, è un argomento doloroso per lui e per tutti quelli che lo hanno seguito in questi anni con passione: Franco Morbidelli e le sue difficoltà.

E’ una specie di mistero: esattamente per quali ragioni il Morbido è così lento mentre con la stessa Yamaha M1 Quartararo vola e guida la classifica? Ventisei punti Morbido (19° nella generale) e 200 Fabio, un abisso che certamente ha delle motivazioni.

Interessante ascoltare ciò che dice Wilco Zeelemberg, che dirige il team satellite Yamaha RNF con Dovizioso e Binder: l’ex pilota olandese sostiene che la radice dei problemi potrebbe risiedere nelle gomme.

“Nel 2020 Michelin ha cambiato la carcassa della gomma posteriore – ha spiegato al sito spagnolo Motorsport – e il grip in piega è diverso rispetto al passato: non puoi piegare tanto, perché la massima inclinazione fa alzare sensibilmente la temperatura delle gomme. Franco, come Andrea Dovizioso, piega molto, non si appende alla moto quanto altri piloti. Credo che entrambi soffrano per questo, ma anche a me tutto appare piuttosto misterioso”.

Gli è stato obiettato che le gomme attuali erano già in uso nel 2020, quando Morbido ha vinto tre gare e ha chiuso il campionato al secondo posto.

Wilco ha replicato che anche la moto è cambiata tanto; e ricostruendo la storia recente di Franco, ha anche sottolineato che l’italiano non ha partecipato allo sviluppo come Quartararo e poi si è infortunato al ginocchio. Da allora non guida al suo livello. Il punto è che il francese ha mostrato che la M1 si guida diversamente.

Fabio ha maggiore velocità in curva, e riesce a non surriscaldare le gomme, eppure viaggia con un angolo di inclinazione minore. I due italiani guidano con il vecchio stile: frenano forte ed entrano in curva con i freni in mano, invece Fabio frena a moto dritta, lascia i freni e poi gira. E lo fa sempre, in ogni curva, ed è mediamente uno o due chilometri orari più veloce. Credo sia una questione di talento e anche di altezza: è alto e gestisce meglio la moto, riesce a mantenere la trazione sulla ruota posteriore in ogni fase”.

Morbidelli naturalmente ha tutti i dati a disposizione, cosa pensa di questo discorso sullo stile di guida?

“Dice che è impossibile fare venticinque giri così. Può seguire Fabio per un giro, ma non di più: non è il suo modo di guidare. Il francese ha imparato tanto negli anni, oggi rappresenta un binomio perfetto con la M1”.

Zeelemberg, come è giusto, tiene probabilmente qualcosa per sé. Gli sembrano più chiare le difficoltà di Dovizioso: dalla Yamaha era passato alla Ducati, per otto anni ha guidato la Desmosedici, ha perso un certo modo di guidare.

“Per fare andar forte la Ducati – dice Wilco – Andrea si è dovuto adeguare a tante cose, utili per sfruttare fino in fondo quella moto ma inutili con tutte le altre. Si è visto anche con Jorge Lorenzo: ha impiegato un anno per vincere con la Ducati e poi, quando è passato alla Honda, non poteva far niente.

Non che siano brutte moto, ma devi guidarle in un modo diverso, devi imparare a farlo e il livello è così alto che ti ci vuole molto tempo. Anche Aleix Espargaro: nessuno pensava che sarebbe stato in grado di guidare così forte l’Aprilia, eppure ci è arrivato. Occorre tempo, e cambiare moto, come ha fatto Dovi, oggi rende le cose sempre più difficili”.

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