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MotoGP 2022. Pro e Contro della Sprint Race sull'esperienza della SBK – MotoGP – Moto.it

Carlo Baldi, la nostra firma per la Superbike, racconta cos’è e come è nata la Superpole Race: “È stata introdotta nel 2019 per accrescere lo spettacolo. Una gara sprint di dieci giri nei quali non è possibile fare calcoli. Vediamo quali sono i pro e quali i contro”

20 agosto 2022

L’idea per la superpole race nacque a Phillip Island

Come e perché è nata la Superpole Race, che il prossimo anno si disputerà anche in MotoGP? Eravamo al termine del WorldSBK 2018, una stagione nella quale Jonathan Rea si era aggiudicato il suo terzo titolo consecutivo, dominando il campionato.

In classifica il nordirlandese aveva preceduto Chaz Davies di 189 punti, mentre le altre posizioni erano state occupate da Van der Mark, Sykes e Melandri.

Eravamo nel periodo del dominio assoluto di Jonny, che su 25 gare ne aveva vinte 17 ed era salito sul podio in altre 5. Peggior risultato stagionale: un quinto posto a Phillip Island (a parte una caduta a Brno causata da un contatto con il compagno di squadra Tom Sykes). La supremazia del pilota della Kawasaki rendeva le gare noiose e dall’esito quasi sempre scontato. Per questo motivo la Dorna si mise al lavoro per studiare qualcosa che portasse un maggiore interesse ai weekend di gara.

A dare l’ispirazione al promoter spagnolo fu la Gara2 disputata a Phillip Island il 25 febbraio 2018. Il tracciato australiano è noto per mettere in crisi le gomme, ed in quell’occasione, per prevenire eventuali e possibili incidenti, la Pirelli chiese di introdurre un pit stop obbligatorio con cambio degli pneumatici, all’incirca a metà della gara che era stata originariamente prevista di 22 giri.

Tra l’undicesimo ed il dodicesimo passaggio, tutti i piloti rientrarono al loro box per il cambio gomme e tornando in pista diedero vita ad una gara sprint di soli dieci giri. Con gomme nuove e con così poche tornate a disposizione i piloti non potevano fare calcoli e nemmeno gestire le gomme.

Ne venne fuori una gara spettacolare, incerta e con tanti sorpassi. Per la cronaca vinse Melandri con la Ducati V2, davanti a Rea e a Fores, terzo con la Panigale V2 di Barni.

Anche in Sbk non mancarono le critiche quando nacque la Superpole race

L’anno seguente la gara sprint venne introdotta in pianta stabile nel format della SBK e denominata Superpole Race. Da allora si corre la domenica mattina, sempre sulla distanza di dieci giri, ed ha il compito non solo di assegnare la metà del punteggio (dai 12 punti del primo ad un punto che si assegna al nono classificato) ma anche di stabilire le prime tre file della griglia di partenza della successiva Gara2. Come sempre (e come sta succedendo anche ora che è stata introdotta in MotoGP) non mancarono le critiche, non tanto da parte dei piloti quanto degli addetti ai lavori.

Correndosi a sole tre ore di distanza da gara2, nel caso di una caduta che danneggi la moto, non è detto che i meccanici riescano a sistemarla in tempo per poter disputare gara due. Inoltre sempre, nel caso di un incidente, se un pilota fosse vittima di un infortunio (anche lieve) dovrebbe molto probabilmente rinunciare alla seconda gara “lunga”, che assegna punteggio pieno.

Alla prova dei fatti sino ad ora (sino ad ora se ne sono disputate 36) queste due possibilità si sono verificate molto raramente, e non hanno mai interessato i piloti in testa alla classifica.

In MotoGP si correrebbe il sabato e quindi i tecnici avrebbero tutto il tempo necessario per riparare le moto, mentre per quanto riguarda un eventuale infortunio, questo fa parte del caso e potrebbe succedere anche in prova.

La Superpole race ha contribuito allo sviluppo delle gomme Pirelli. L’azienda italiana ha infatti inizialmente creato la sua SCX proprio per la gara sprint, evolvendola poi sino a renderla utilizzabile anche nelle gare lunghe. Attualmente Pirelli sta lavorando sulla SCQ per far si che oltre che nella Superpole (qualifica) sia utilizzabile anche nella gara veloce.

Resta infine da verificare se i tempi fatti segnare nella Superpole Race della MotoGP saranno ritenuti validi a tutti gli effetti per quanto riguarda gli eventuali record delle piste dove si andrà a correre.

Nel 2019, l’anno della sua introduzione, la gara sprint non venne considerata valida a tutti gli effetti, ed i tempi sul giro non vennero quindi presi in considerazione. L’anno successivo però Dorna e FIM fecero un passo indietro e da allora i record stabiliti nei dieci giri di gara sono considerati validi a tutti gli effetti. Cosa decideranno in MotoGP?

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