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MotoGP 2022. GP di San Marino a Misano. L'ultima, affollatissima, conferenza stampa di Andrea Dovizioso: "Non mi aspettavo tutto questo!" – MotoGP – Moto.it

Il ritiro dopo 345 gare consecutive senza mai un infortunio, l’affetto del pubblico, la sua visione sulla mancanza di rivalità: tantissime risposte di Dovizioso nel giorno dell’addio definitivo al motomondiale

4 settembre 2022

L‘impressione è che Andrea Dovizioso, da pilota e persona razionale qual è, non abbia capito quanto, in queste 345 gare di motomondiale (senza mai saltarne una per infortunio), abbia fatto emozionare e divertire gli appassionati.

Perché più volte durante il weekend ha detto “tutto questo affetto non me l’aspettavo!“.

Ma come è possibile Dovi?

Com’è possibile che tu non capisca che gli appassionati di moto ti hanno amato? Hanno amato un pilota fortissimo e una persona corretta, “normale e capace di fare cose speciali”, come ha detto Zam descrivendolo.

Nell’ultima affollatissima conferenza stampa di Misano, il pilota classe 1986 ha risposto a tantissime domande, eccole.

Pecco ti ha ringraziato pubblicamente, ha detto che se ha quella Ducati è merito tuo…

“Se Pecco dice una cosa del genere è un segno di maturità, lo ringrazio tanto, è una bellissima cosa da dire, anche perché non è obbligato. Se dice una cosa del genere mi fa strapiacere e penso che se sei consapevole in generale di quello che è stato fatto è una grandissima mano per raggiungere i propri obiettivi, come sta facendo”

In tutti questi giorni “Grazie Dovi”, interviste, feste, cosa ti ha sorpreso di più, cosa ti ha fatto più piacere?

“Mi ha sorpreso tutto questo calore, me l’aspettavo un pochino ma minimamente così tanto. Diciamo che ci sono delle situazioni che devono essere fatte e altre che sono vere e lo capisci quando le persone sono davanti e fanno qualcosa perché ci tengono veramente. Questa è una conferma di quanto sono riuscito a trasmettere, soprattutto a fine carriera, in Ducati nella lotta in campionato anche se non l’abbiamo vinto, ma le vittorie, il mio personaggio che può più o meno piacere ma è abbastanza diverso dai soliti showman che sono esplosivi e hanno le loro caratteristiche. Mi ha fatto strapiacere, non me l’aspettavo che potesse andare così, non poteva andare meglio. Mi aspettavo un weekend molto più normale. Voglio ringraziare tutti, dai fan che sono venuti alla gara con gli striscioni a tutta la gente che ho incontrato nel paddock, ai team con i quali ho lavorato, che si sono presentati in ufficio: è una roba che mi fa strapiacere”

Cosa hai pensato nell’ultimo giro?

“L’ultimo giro da solito pilota razionale che sono ero indeciso se fare il mio giro veloce della gara, il primo settore l’ho fatto forte, avevo Fernandez attaccato dietro, ho pensato faccio ‘il giro veloce forte o me lo godo?’, ogni settore cambiavo idea. Non ho fatto il mio giro veloce, ma per poco, e un po’ me lo sono goduto… direi che è in linea con il personaggio… è stato bello perché poi all’ultimo giro c’erano i miei amici alla curva 14, veder loro e le bandiere, fa veramente tanto piacere”

Sui video-messaggi ricevuti dai colleghi piloti e mostrati a Dovi sabato sera…

“Non ce n’è stato uno preferito, li ringrazio tutti, anche perché sono nomi importanti e non è di facciata e ti toccano… e mi sono messo a piangere”

Con la bacchetta magica cosa cambieresti?

“Ci sono tante cose, sarei un ipocrita a non dire così ma niente di particolare, non ho rimpianti grossi. Su questo sono sereno, non ho fatto cavolate grosse, sono sereno nel ritirarmi oggi”

Qual è una cosa che ti ha dato soddisfazione?

“Più che le vittorie che sono state… “uau!” è essere riuscito a riportare Ducati a lottare per il campionato, per come era messa quando sono arrivato, è una soddisfazione enorme a livello personale perché non stiamo parlando di 3-4 gare e basta, ci vogliono degli anni per sviluppare la moto e vuol dire che dentro di te c’è tanta energia per ottenere insieme alla squadra dei risultati. Quello a livello personale e professionale è stata la cosa più bella”

Se ti chiamasse una Casa per sviluppare una moto, ti piacerebbe?

“Sì, sì! Io sto tenendo le porte aperte in generale, perché ho imparato a non chiuderle a priori, nella mia vita. Ora sono rilassato ma se poi mi verranno proposti dei progetti interessanti ne parleremo, vediamo”

Quanto è diverso oggi dal tuo addio a fine 2020?

“Totalmente, avendo vissuto quest’anno, sono cambiate tutte le dinamiche della MotoGP, i piloti, il modo in cui devi correre, sono cambiate tantissime cose. È la reale fine, non che non possa essere più competitivo, però bisognerebbe restaurare tutto, ma tra la mia spinta reale e la difficoltà a trovare delle determinate situazioni, è così”

Si chiude un’era di lotte e di battaglie in pista con il tuo addio?“No, non penso sia così. Penso che se l’obiettivo è avere delle lotte bisogna cambiare il regolamento. Secondo me tecnicamente si possono fare delle modifiche dove puoi rimodellare il modo in cui si fa il weekend e si corre, e quello secondo me aiuterebbe tantissimo. A livello di personaggi: secondo me piloti fortissimi e molto talentuosi ci sono ma mediaticamente e di base cercano di stare molto tranquilli nei comportamenti, c’è un po’ meno rivalità. Ma io credo che questo succede perché non hai la possibilità di fare sorpassi, non succedono cose, questa è la mia convinzione”

Sei stato più vicino a vincere il mondiale in 250 o in MotoGP?

“Nel 2017 a livello di punteggio siamo arrivati all’ultima gara e ci sono state più possibilità, in 250 forse una volta sola ma non avevamo le carte per giocarcela”

345 gare senza mai saltarne una per infortunio, com’è possibile?

“È in linea con il personaggio ma ci vuole anche un po’ di fortuna anche perché quando cadi non sai mai come va a finire. Ma l’approccio alle prove e alle gare dipende anche molto dalla testa e dalle caratteristiche del pilota, anche se non conta un cxxxo è una bella roba”

C’è una cosa che non rimpiangerai di questo mondo?… i titoli dei giornali?

“Esatto ahahahhahahaha, no dai scherzo, comunque di base i titoli non mi mancheranno”

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