mostre:-al-meis-di-ferrara-un-viaggio-nella-festa-di-sukkot

Mostre: al Meis di Ferrara un viaggio nella Festa di Sukkot

La ‘festa delle capanne’ celebra la precarietà della vita

(ANSA) – FERRARA, 06 AGO – ‘Sukkot’ è una delle principali ricorrenze del calendario ebraico: fa riferimento all’episodio biblico in cui gli ebrei rimasero nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto, celebra la permanenza e sopravvivenza nel deserto grazie alla provvidenza del Cielo e la precarietà della vita – rappresentata dalle Sukkot, le capanne che costruirono – ma anche il forte legame con i ritmi della terra, la sostenibilità ambientale e la centralità dell’acqua. Dal 14 ottobre al 5 febbraio ‘Sotto lo stesso cielo’, mostra a cura del direttore Amedeo Spagnoletto e Sharon Reichel al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-Meis di Ferrara, approfondirà la festa ebraica delle capanne e le sue molteplici sfaccettature.

    L’esposizione è dedicata agli aspetti religiosi, tradizionali e alla stretta connessione tra natura ed espressioni artistiche che questa ricorrenza genera, con un percorso che invita a interagire con ciò che si vede e si ascolta. Ancora oggi le famiglie ebraiche costruiscono nei giardini delle sinagoghe o nelle terrazze delle loro case le capanne con tetti coperti da frasche dentro le quali trascorrono i 7 giorni di festa, condividendo i pasti con gli ospiti. La ritualità è contrassegnata dal ‘lulav’, composto da un ramo di palma, tre rami di mirto, due rami di salice e un cedro, usato nelle le preghiere con significati simbolici. Il percorso si collega alla natura sin dall’inizio, con le quattro specie di piante che compongono il ‘lulav’, approfondendo significati e provenienze.

    Si racconta, per esempio, la particolare storia degli etroghim (i cedri) della Riviera dei Cedri, in Calabria, dove si coltiva la varietà più pregiata di questo agrume, che storicamente sembra sia stato diffuso in zona proprio dagli ebrei. Una video installazione mostra il rito di una comunità italiana durante Hoshanah Rabba, il settimo giorno di Sukkot: i suoni dei lulavim mossi durante la preghiera si fondono con il suono della pioggia. Non può mancare un affondo sulla sukkah, la tradizionale capanna che si costruisce prima dell’inizio della festa e che deve essere allestita con dettami precisi come il numero di pareti e la copertura del tetto che devono permettere sempre di intravedere il cielo. (ANSA).

   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.