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Milano Fashion Week Primavera-estate 2023, si parte! Le prime sfilate, le prime impressioni

Capire quali possano essere le tendenze, o anche solo l’atmosfera predominante, della prossima stagione – stiamo parlando della Primavera-estate 2023, perché la moda guarda sempre molto avanti, ricordiamocelo – basandosi, così, a caldo, sulle sensazioni dateci dalla prima giornata di sfilate della Milano Fashion Week è un po’ come tirare a indovinare il disegno stampato su un puzzle, appena aperta la scatola e scaraventati i suoi 2000 pezzi sul tavolo. Uno ci può provare, ma insomma.

Partiamo però con qualche considerazione di massima, sulle quali siamo abbastanza certi di non toppare. La prima: la tanto strombazzata ecosostenibilità. Ecco, bisogna farci un esame di coscienza serio: anche questa stagione, come tutte quelle che l’hanno preceduta indietro negli anni, ingombranti inviti cartacei recapitati nelle case e nelle redazioni di giornalisti, buyer, vip, vipponi e vippini, nei giorni che precedono la Fashion Week. E, poi, le sfilate che si tengono in location anomale e inedite (tante scoperte anche questa stagione, che bello conoscere sempre di più questa città) nei quattro cantoni di Milano. Con decine di auto, diciamo pure centinaia, che rimbalzano come le palline di un flipper in tilt da Nord a Sud, da Ovest Est. Che sarebbe bello se fosse una canzone degli 883, ma è meno bello considerando l’inquinamento generato. Un po’ inutilmente, viene da dire, che basterebbe un calendario un po’ più razionale in quanto a susseguirsi di luoghi e incastri di orari, per rendere la questione sostenibilità una tematica vera e reale, e non soltanto un pretesto per sporadiche capsule collection realizzate con le bucce di chissà quale frutto esotico.

La seconda: l’apertura al pubblico. Che la moda debba e voglia farsi democratica, inclusiva (però anche un po’ esclusiva, alla volte, chi l’ha capito è bravo), per tutti è un’intenzione tante volte annunciata e qualche volta praticata. Ora sembra che ci siamo davvero: Diesel ha sfilato all’Allianz Cloud Arena, davanti a un pubblico davvero vasto ed eterogeneo composto da quasi 5.000 persone tra dipendenti, studenti, addetti ai lavori e fan che si erano prenotati online. Un’audience da record per quello che da evento per addetti ai lavori rischia di trasformarsi in uno show multimediatico. Da record anche la scultura gonfiabile più grande del mondo, al centro dell’arena: divertente, una sorta di posizione del kamasutra a tre con gambe che finivano un po’ ovunque.

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