Ieri sera a Cartabianca il dibattito è partito dalle Ong di Bruxelles ed è arrivato a quelle dei migranti. Prima, l’analisi con Paolo Mieli sulla sinistra moralista che si è fatta pizzicare a sostenere le autocrazie del Qatar (sostenute forse pure a suon di mazzette). E poi lo scontro, se così possiamo chiamarlo, con Gad Lerner sulla questione migranti. Dopo il braccio di ferro sulle navi umanitarie dello scorso mese, infatti, adesso il governo ha dato il via libera all’approdo dei migranti a bordo delle tre Ong.

Ho spiegato così la mia posizione: “Mi fa impazzire che applaudono. Ma che si applaudono? Dopo che fanno quei 500? Dove vanno? Nelle ong di Panzeri? Di questi 90mila che sono arrivati in Italia chi se ne occupa? Stanno nelle periferie e muoiono nelle nostre periferie”. E ancora: “Le Ong rappresentano il 15% ma è il senso che in Italia si può arrivare senza che ci sia una politica dei flussi ma lo decidano i trafficanti di morte e che alcune volte usano le Ong e alcune volte usano i barchini. Ma non c’è l’applauso: per quei 500 inizia il disastro. Illudiamo queste persone”.

Chiaro: annegare in mare non è il massimo. Però non dobbiamo fermarci a questo. “Bisogna dirgli che non si va in mare e non si viene in Italia in questa maniera. Ma se noi diciamo alle Ong ‘venite che ve li prendiamo, tanto non c’è un problema’, bisogna dare il senso e dire che non è possibile che l’immigrazione dell’Africa arrivi in Italia in questa maniera”.

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