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Messina celebra Antonio Salinas: l'eroe che salvo dal terremoto del 1908 le reliquie del patrimonio storico della città

Uno spettacolo di nuova concezione, interattivo, per raccontare una pagina della storia della città di Messina; lo spettatore, all’inizio seduto in platea, viene invitato a “fare un viaggio tra i sotterranei nel Museo di Messina, luoghi normalmente non accessibili ai visitatori, per ammirare marmi, acquasantiere, bassorilievi, capitelli etc. che sono stati recuperati, subito dopo il terremoto del 1908, che ha raso al suolo la città dello Stretto.

Antonio Salinas all’epoca sovrintendente dei Monumenti, Musei e Gallerie della Sicilia, insieme ai suoi più stretti collaboratori ed assistenti, subito dopo il terremoto del 1908, raccolse tutto ciò che poteva essere recuperato e che faceva parte della “storia” di Messina. Il materiale, Salinas lo trasferì nella spianata di San Salvatore dei Greci per evitare che, inconsapevolmente, tutti coloro che contribuirono a recuperare i più di ottantamila morti, cancellassero anche tutto ciò che restava della Messina che era.

A continuare l’opera di Salinas il suo assistente più fidato, il professore Gaetano Mario Columba. Un lavoro immenso che comprende tavole, tele, argenti marmi, gessi, stoffe e tanto altro, che rappresentano il ricchissimo patrimonio della Messina anti terremoto. “La ricerca del patrimono perduto”, è stato scritto dal direttore del MUME Orazio Micali con la collaborazione di Daniele Guarnera, la regia di Giovanni Maria Currò e Mauro Failla. Ad interpretare Salinas è stato chiamato Fortunato Manti, Toni Soldano l’Assistente e Giuseppe Camarda e Benito Midili i due custodi. Voce narrante Gabriele Giliberto.

Il direttore Micali, con una nota di amarezza, afferma che Messina non ha saputo dire grazie ad Antonio Salinas, un uomo che avrebbe dovuto far parte del registro dei giusti ed invece, né una strada, né una sala insomma, niente per ricordare Antonio Salinas che ha fatto rivivere la memoria storica della città. Dopo questa rievocazione, ci auguriamo che tutto questo patrimonio raccolto da Antonio Salinas, possa essere totalmente fruibile dai cittadini messinesi, soprattutto dalle scuole perché i giovani hanno bisogno di guardare al passato per costruire un futuro migliore.

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