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Medico, infermiere ed OSS, cioè Dottore, Dottorino ed OSS. Emblematica missiva di un Paziente.

Ci scrive Tiziano Salvagno: “Medico, infermiere ed OSS, cioè Dottore, Dottorino ed OSS”. Emblematica missiva.

Egregio direttore,

sono un paziente con 18 anni di esperienza nella buona Sanità e nella MalaSatanità. Mi piace leggere le lettere scritte da infermieri ed OSS, e vorrei dare il mio feedback a riguardo. C’ è poco da dire, non ci sono più medici ed infermieri che si prendono cura del paziente e lo conoscono di persona. Adesso c’ è il dottore, il dottorino e l’OSS. Il dottore, che non conosce il paziente e la sua storia (a causa del frequente turnover), adesso, chiede al dottorino che cosa ha il paziente e gli prescrive i farmaci, a volte, non per esperienza diretta, ma ereditando diagnosi, dai medici precedenti. Il dottorino glieli somministra, e l’OSS si prende cura dell’igiene del paziente sia fisica che mentale. Inutile discutere se era meglio prima o é meglio adesso. Ma sembra, leggendo, di assistere ad una partita a tressette a chi fa di meno. E così non si va da nessuna parte. Se si comincia a dire questo non é il mio compito e lo devi fare tu, etc, etc, cominciano le beghe e chi perde è il paziente, il cui benessere sembra essere stato dimenticato. In un lavoro ‘normale’ la soddisfazione del cliente deve essere l’obiettivo di tutti, e l’equipe deve lavorare in sinergia avendo sempre in mente l’obiettivo. Tutti devono contribuire a raggiungerlo, secondo le proprie capacità e ruoli ed ognuno dovrebbe migliorare le proprie competenze e non diminuirle delegando ad altri quello che dovrebbe fare lui. Non si discute la separazione dei compiti tra le diverse figure da regolamento, ma in una equipe ognuno deve imparare dagli altri più che può ed aumentare il proprio background professionale. Delegando, invece, lo si diminuisce, anziché aumentare. Che cosa hanno da imparare medici ed infermieri nel fare il lavoro di un OSS? L’umiltà! E non è poca cosa. Ho lavorato come segretario di corsi OSS ed ho visto molti aspiranti OSS diventarlo. Nel corso degli anni ne è stata bocciata all’esame solo una; quella che secondo me é stata la più empatica di tutti; aveva ottimi voti nei tirocini, ma scarsa la teoria, perché ha avuto difficoltà a tornare a studiare dopo anni dalle scuole dell’obbligo. È un esame di un giorno e vale quello che vale, ma ho visto brave persone impegnarsi a studiare, che lavoravano di giorno ed alla sera studiavano ed anche lavativi ed attaccabrighe tra colleghi. È normale che sia così. Non siamo tutti uguali. Quello che conta é poi il lavoro che andranno a fare e l’esperienza se la faranno sul campo. Questo é quello che si dovrebbe fare. Cioè lavorare in equipe, tenendo presente che l’obiettivo di tutti é il benessere del paziente, e non raggiungere in fretta il 27 del mese, rendendo soddisfatto solo il proprio portafoglio. Quello è importante per vivere, ma deve venire soltanto dopo. Se uno lo vede come obiettivo principale, non doveva fare, né il medico, né l’ infermiere e neanche l’OSS..

Saluti.

Tiziano Salvagno, Paziente

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