Dopo il caos per l’elezione di Ignazio La Russa, ci eravamo lasciati alla dichiarazione di Licia Ronzulli in cui tranquillizzava Giorgia Meloni sulla sua assoluta fedeltà al governo. Diciamo collaborazione. E comunque smentì ogni sorta di inimicizia tra la capogruppo di Forza Italia, che sognava un ministero, e l’attuale premier, che quel posto ha fatto di tutto per non darglielo.

Il dl Rave e l’obbligo di vaccino

Oggi si registra una nuova puntata. A Palazzo Madama infatti è in conversione il decreto legge su Rave Party che, oltre alla norma sui raduni a suon di musica, contiene anche una norma sul reintegro dei sanitari non vaccinati che interrompe l’obbligo vaccinale anti-Covid e sospende le sanzioni per l’inadempimento dell’obbligo vaccinale per gli over 50. Come detto e fatto dal governo. Forza Italia voterà a favore, in linea col resto della maggioranza, ma non Licia Ronzulli che ha preso la parola per annunciare il suo voto in difformità rispetto a quanto farà il gruppo che lei stessa dirige.

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“Un pericoloso precedente”

“Intervengo a titolo personale – ha detto nel suo intervento – non nascondendo un certo travaglio nel dover sottolineare l’unico aspetto che ritengo negativo di un provvedimento condivisibile sotto tutti gli altri punti di vista: l’aver inserito la tutela della salute pubblica in un decreto che tratta di giustizia. La mia storia e quella delle battaglie condotte da Forza Italia fin dall’inizio della pandemia, sempre in nome della scienza e della verità, meritano una riflessione”. Ronzulli rivendica di essere stata con Fi tra gli ispiratori “con una mia proposta di legge” del “decreto del governo Draghi in materia di obbligatorietà dei vaccini per gli operatori sanitari”. “È una battaglia – ha aggiunto – che ho combattuto per la tutela della salute dei cittadini e per la sicurezza del servizio sanitario e che mi è costata incomprensioni e minacce. Tutti noi ci auguriamo che un evento drammatico e dirompente come la pandemia non si ripeta più. Ma se così non dovesse essere, avallare oggi il reintegro del personale sanitario che non si è sottoposto a vaccinazione significherebbe creare un pericoloso precedente“.

Il “no” di Licia Ronzulli

Per questo motivo la capogruppo azzurra, che ieri era ad Arcore insieme agli altri big azzurri, non voterà l’articolo 7 del decreto né l’intero provvedimento. “Con l’articolo 7 di questo decreto – ha spiegato –  noi legislatori stiamo dicendo ai sanitari che si sono vaccinati che avrebbero anche potuto non farlo. Non posso dire sì al reintegro di chi ha deciso di non sottoporsi a vaccinazione, venendo meno a un codice etico e morale; non posso dire sì per coerenza e credibilità”. Il non voto della Ronzulli, benché non infici l’appoggio e la fiducia di Fi al governo, è comunque un segnale che sulla lotta alla pandemia nella maggioranza ci sono visioni diverse. E non poco distanti.

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