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Mario Caucci risponde alle accuse di maltrattamenti di Noemi Bocchi: “È una macchinazione per arrivare ad altri risultati” – Il Fatto Quotidiano

Sul giornale Chi torna a parlare Mario Caucci, l’ex marito di Noemi Bocchi, attuale compagna di Francesco Totti. Lo fa per parlare principalmente dei motivi che hanno portato alla fine del loro matrimonio. Il tutto dice essere partito in seguito al loro trasferimento a Roma nel 2017: “Nel 2017 forzatamente ho preso una casa per noi a Roma ed è stato il mio primo grande errore, l’inizio della fine. Ci siamo trasferiti prima dell’estate, mia madre stava male e il 2 ottobre 2017 è morta. Con lei è venuto a mancare il perno, il pilastro fondamentale mio e di tutta la famiglia. Il trasferimento a Roma ha segnato la fine del rapporto con mio padre e mio nonno”.

Non avendo il supporto sperato da parte della moglie Noemi, fa ritorno a Tivoli dove, spiega, inizia il periodo di depressione seguito poi dal fallimento dell’azienda di Verona che gestiva personalmente “Il 7 novembre prendo le mie cose e torno a Tivoli e cado in depressione. Resto sdraiato su un divano per tre mesi, in una casa che era stata spogliata di tutto perché l’arredo era stato portato a Roma. Avevo un’azienda a Verona che gestivo personalmente, non rispondevo al telefono, l’azienda fallì. Non sapevo cosa fare”.

Ma il periodo buio non è ancora giunto a termine e nel 2019 arriva la denuncia per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie Noemi Bocchi:“Non è assolutamente vero quello che racconta, ma siccome c’è un procedimento in atto non posso dare più informazioni prima che io le posa rendere a un giudice nella sede dove doveva rimanere questa cosa”, afferma Caucci. E incalza: “È una macchinazione per arrivare ad altri risultati”. Secondo lui quello che si sta cercando di fare l’ex compagna è l’infangare il nome di un uomo e di un padre “quando fino a ieri non c’era alcun interesse a renderla pubblica”.

Per quanto riguarda invece l’argomento figli l’imprenditore confida: “Dall’inizio di questo incubo ho cercato di proteggere i miei figli. La grande differenza è che posso parlare con dati oggettivi e dico che, dall’inizio di tutta questa storia, non ho mai attaccato nemmeno una volta, ho sempre subito richieste assurde, di tutti i tipi, ho subito una separazione giudiziale assurda, ho subito ripicche“. Quando poi gli viene chiesto come mai abbia deciso di parlare Mario risponde: “Perché voglio poter dimostrare ai miei figli che si deve impegnare nella vita con tutte le forze per difendere i propri valori e la propria storia e bisogna andare avanti a testa alta con coraggio“.

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