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Marco, Infermiere: “accusato di stalking, ma la pazza era lei, una collega Infermiera”.

Ci scrive Marco (nome di fantasia) e ci racconta la sua vicenda giudiziaria e professionale. Accusato di stalking e violenza domestica è stato recentemente scagionato da ogni accusa: “la pazza era lei”.

Egr. Direttore di AssoCareNews.it,

nel giorno dell’Immacolata Concezione le vorrei raccontare la mia storia giudiziaria e professionale.

Nel 2016 sono stato accusato di stalking e di violenza privata dalla mia ex. Sia io, sia lei siamo infermieri.

Quell’accusa mi è costata il posto di lavoro, la sospensione dall’Ordine degli Infermieri e quasi 20.000 euro di spese legali, oltre a patologie da stress che mi vedono spesso ad affrontare gravi stati di panico.

Ma andiamo per ordine. C’è un motivo per cui vi scrivo nel giorno della “Concetta”, ma non ve lo spiego perché vorrei che le ragioni di ciò rimanessero nel profondo della mia anima e del mio cuore, lacerati da 5 anni di dire lotte giudiziarie.

Alla fine l’ho spuntata, ma a quale costo? Da poco mi hanno revocato la sospensione dall’OPI, ma sicuro che vorranno prendermi a lavorare come Infermiere dopo le pesanti accuse e il chiacchiericcio ancora presenti tra i miei concittadini?

La mia-ex è stata giudicata “bugiarda” dai giudici nonostante le prove a suo “favore” proposte dal Pubblico Ministero. Io non l’ho mai stalkerizzata, anzi al contrario ho provato ad aiutarla dopo che, da Infermiere, ho notato a più riprese che soffriva di qualche forma di sindrome persecutoria. Per fortuna i periti medico-psichiatrici del Tribunale mi hanno dato ragione e mi hanno permesso di essere scagionato. Altrimenti a quest’ora sarei in gatta buia o a leccarmi le ferite ai domiciliari.

Non vi racconto nei minimi particolari le cose, anche per proteggere la mia ex. Sono in infermiere e il mio ruolo è quello di assistere e di prendermi cura di chi sta male. In questo caso e anche prima il paziente è sempre stata lei.

Forse me ne andrò all’estero, forse resterò in Italia, non so ancora cosa farò, ma una cosa è certa la giustizia ti accusa, ma poi da anche scagionarti dalle peggiori delle infamie.

Non dimenticate mai e in qualsiasi situazione che siete Infermieri e professionisti della salute, anche quando tutto il mondo vi crollerà addosso.

Buon lavoro e buona Immacolata!

Marco, infermiere

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