macron,-cosa-non-ci-dicono-i-giornali-italiani

Macron, cosa non ci dicono i giornali italiani

Caro Nicola, avevo concluso il mio precedente articolo con una opinione che oggi è un fatto : “Macron sarà eletto per un secondo mandato! l’Europa sarà salva e i francesi continueranno a chiedersi perché Macron sia il Presidente”.

Prevedere che fosse eletto era facile per chiunque conoscesse il sistema elettorale della V° repubblica; che l’UE ne avrebbe beneficiato era ovvio, visto che avere un Presidente che si è fatto prestare del denaro da una banca russa senza che questa lo chiedesse indietro alla scadenza sarebbe stato piuttosto pericoloso; l’insoddisfazione per Macron Presidente è la stessa frustrazione che generazioni di francesi vivono, grazie all’inutile presenza della famiglia Le Pen che li obbliga a votare troppo spesso turandosi il naso. Non vorrei essere frainteso non sono contrario a che i Le Pen si candidino, sono avvilito dal vedere come i francesi cadano sempre nella stessa trappola privandosi del diritto di scegliere.

Macron e i suoi predecessori

Per inciso la V° repubblica ha avuto 8 Presidenti, 4 sono riusciti ad essere eletti per la seconda volta e, se escludiamo il Generale de Gaulle personalità a parte nel pantheon francese, oltre a Macron gli eletti al secondo mandato sono stati Mitterand e Chirac (segnalo che entrambi nel corso del primo mandato hanno perso le legislative costringendoli alla coabitazione, Mitterand anche nel secondo). Macron è il solo ad aver governato con la sua maggioranza per tutto il suo primo mandato e se dovesse riuscire a confermare la maggioranza alle prossime elezioni, i suoi due mandati sarebbero un capolavoro di successo e stabilità (i super esperti mi obietteranno la differenza tra il mandato di 7 anni e l’attuale di 5, la realtà è quella che ho scritto).

La verità sulle elezioni francesi

Macron ha vinto e in Francia chi vince prende tutto perciò l’abitudine, molto italiana, di applicare criteri proporzionalisti al risultato elettorale è un esercizio del tutto superfluo. I voti in Francia sono decisivi molto più di quanto non avvenga in Italia, 5 minuti dopo la chiusura delle urne sapevamo che Macron sarebbe stato il nuovo Presidente, in Italia sono passati 3 anni dalle elezioni e ancora non si capisce una fava su chi le abbia vinte.

Questa abitudine all’analisi proporzionalista è evidente sui giornali italiani, dove sembra quasi che Macron abbia perso, che la sua sarà un’elezione dimezzata, che abbia contro la maggioranza dei Francesi, che abbia vinto solo nella ridotta parigina. Caro Nicola sono tutte cazzate! Nel tuo editoriale hai commentato i risultati elettorali e analizzato le relazioni economiche italo-francesi, forse mancava qualche numero:

I risultati politici in Francia

Nantes: M 80% LP 19%, Lille: M 77% LP 23%, Nizza: M 55% LP 45%, Lione: M 80% LP 20%, Marsiglia: M 60% LP 40% e ancora Macron a Montpellier 72%, Tolosa 77%, Strasburgo 78%, Bordeaux 80%. Come vedi la Francia, e non Parigi, è con Macron. Hai giustamente osservato che Le Pen è aumentata di 3 milioni di voti ed ha raggiunto percentuali mai viste nelle zone rurali. E chissenefrega: gli strateghi della compagna di Macron hanno realizzato una strategia perfetta concentrando gli sforzi del Presidente uscente (per inciso impegnato da una pandemia, una guerra e Presidente di turno della UE) sui grandi centri abitati, rivolti al solo obiettivo della rielezione, obiettivo ampiamente centrato senza quasi campagna al primo turno e poca, molto mirata, al secondo.

L’interscambio economico

Secondo il Ministero degli esteri italiano e l’Ambasciata francese in Italia, i due Paesi rappresentano reciprocamente il secondo partner commerciale, con un avanzo strutturale a beneficio dell’Italia di 13,54 miliardi di euro nel 2020. Nel primo semestre del 2021 l’interscambio, quasi 42 miliardi di euro, é tornato a livelli pre-Covid con un saldo positivo per l’Italia di 3,5 miliardi di euro.

Complessivamente, sono più di 1.700 le imprese italiane presenti in Francia e circa 2.000 le imprese sotto controllo francese in Italia per un totale di circa 4mila imprese “bi-nazionali” (e oltre 100 miliardi di euro di investimenti incrociati).

Forse non lo sapete ma la Francia è il primo fornitore di energia elettrica in Italia (14,5 TWh, il 38% delle importazioni italiane), ed è il primo investitore, con uno stock di 66,6 miliardi di euro nel 2020, nonché il primo datore di lavoro estero in Italia, con 280.000 posti di lavoro. A proposito dello shopping le aziende italiane tra il 2007 e il 2020 hanno fatto acquisizioni in Francia per un valore pari a 47,3 miliardi di euro, e più di 2.000 filiali italiane si sono stabilite in Francia con un totale di oltre 80.000 posti di lavoro. Sicuramente nello stesso periodo molti imprenditori italiani hanno deciso di vendere ai francesi. Io sinceramente ne sono felice vuol dire che li hanno ben pagati e che l’Italia è ancora un paese dove gli imprenditori sono liberi di fare i propri interessi con quello che gli appartiene (spero tu sia ancora d’accordo su questo).

L’articolo Macron, cosa non ci dicono i giornali italiani proviene da Nicola Porro.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.