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Macron chiama Putin: “Via le armi da Zaporizhzhia”. Soldati di Kiev: “Siamo alla frontiera con la Russia”. Allarme aereo in tutta l’Ucraina: missili dal mar Nero – Il Fatto Quotidiano

I militari di Kiev continuano ad avanzare nella loro controffensiva a Est, i russi rispondono rafforzando la presenza a Kherson e bombardando le postazioni ucraine dal Mar Nero, mentre a Zaporizhzhia, dove è stato spento l’ultimo reattore della centrale nucleare, L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) chiede con urgenza la creazione di una zona di protezione per mettere fine ai raid sull’impianto e scongiurare i rischi di un disastro atomico. In Ucraina sono giorni di tensioni (anche tra alleati), offensive, controffensive e anche di riavvicinamenti diplomatici, come l’ultima telefonata tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin.

L’avanzata ucraina – I maggiori sviluppi si registrano, come nei giorni passati, nell’Est, dove l’esercito di Volodymyr Zelensky continua a inanellare successi riconquistando villaggi, anche strategicamente importanti, nell’area di Kharkiv, una delle più martoriate del Paese, nel Donetsk e nel Luhansk. L’Ucraina ha infatti annunciato di aver riconquistato ulteriore terreno, tanto da arrivare a Hoptivka, un valico di frontiera sul confine ucraino-russo, nel distretto di Dergaci. Lo ha riferito il 130esimo battaglione dell’esercito ucraino in un messaggio diffuso da Unian, che precisa che al momento non ci sono conferme da parte dello Stato Maggiore. Stato maggiore che però ha reso noto che i militari di Mosca hanno abbandonato la città di Svatove, nella regione di Luhansk. “Gli occupanti hanno abbandonato Svatove nella regione di Luhansk – si legge in un post su Facebook – Si sono precipitati via con quattro camion Kamaz, venti veicoli blindati e hanno rubato oltre 20 auto di residenti locali”. Svatove era un importante snodo sulle rotte di rifornimento russe verso le linee del fronte più a sud, lungo i confini delle regioni di Donetsk e Luhansk.

Proprio nelle scorse ore Kiev ha riconquistato oltre 3mila chilometri quadrati di territorio dalle forze russe, a partire da questo mese. Lo ha riferito il capo delle forze armate ucraine, Valeriy Zaluzhny: “Intorno a Kharkiv, abbiamo iniziato ad avanzare non solo a sud ed est, ma anche a nord. Siamo a 50 chilometri dal confine”. La controffensiva, perciò, prosegue. E novità arrivano anche dalla regione di Luhansk, da dove il capo Amministrazione militare Serhiy Gaidai ha fatto sapere che gli occupanti russi e i loro collaboratori locali stanno fuggendo, diretti verso la Russia: “La bandiera ucraina, che i nostri guerriglieri hanno innalzato ieri sera sull’edificio dell’amministrazione a Kreminna, è rimasta intatta, perché i russi sembrano aver capito tutto e non osano toglierla”, ha osservato Gaidai sottolineando che le file di veicoli diretti verso il confine si estendono per diversi chilometri. Secondo il governatore i russi scappano da Luhansk, Alchevsk e altre città che erano state catturate nel 2014, quando la Russia invase l’Ucraina per la prima volta. L’avanzata dell’Ucraina “è enorme. Ci sono battaglie sporadiche, ma per lo più gli occupanti stanno fuggendo”, assicura Gaidai.

Inoltre, gli agenti del controspionaggio dei Servizi di sicurezza di Stato ucraino (Sbu) hanno usato droni per distruggere 70 carri armati russi per un valore di circa 170 milioni di dollari, hanno fatto sapere. “Ecco come gli agenti del controspionaggio militare dell’Sbu distruggono l’equipaggiamento russo. I droni da combattimento lavorano per la difesa dell’Ucraina e durante una controffensiva”.

Le critiche di Kadyrov – Il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha criticato il ministero della Difesa russo per la ritirata delle truppe dalle città ucraine nella regione di Kharkiv liberate dalle forze di Kiev, minacciando di andare a parlarne personalmente con il Cremlino. “Sono stati commessi degli errori. E penso che se ne trarranno delle conclusioni. E se oggi o domani non ci saranno cambiamenti nella strategia nel condurre l’operazione militare speciale (in Ucraina) dovrò andare al ministero della Difesa e alla dirigenza del Paese per spiegare loro la situazione. È una situazione infernale”, ha detto in un messaggio audio su Telegram ripreso da Meduza. E poi ha proseguito, in riferimento ai centri urbani recuperati dalle forze ucraine: “Io, Ramzan Kadyrov, dichiaro ufficialmente che tutte queste città (Izyum, Kupiansk e Balakliya) saranno riconquistate. La nostra gente è già lì, i ragazzi sono addestrati per questo lavoro, altri 10mila combattenti sono pronti a partire. E raggiungeremo Odessa nel prossimo futuro”.

Razzi russi dal Mar Nero – La risposta della Russia arriva prepotente dal Mar Nero. Un allarme aereo è scattato in tutta l’Ucraina, dato che, come riferisce Nexta pubblicando alcuni video, missili di Mosca sono stati lanciati dal Mar Nero verso le postazioni ucraine. A questi si aggiungono esplosioni e blackout in diverse regioni, soprattutto nell’Est del Paese, in particolare negli oblast di Sumy, Donetsk, Kharkiv e Poltava. Il sindaco di Kharkiv, Ihor Terekhov, ha confermato che c’è stato un attacco ad alcune infrastruttura nell’area, dove Kiev sta conducendo la sua controffensiva.

“I bombardamenti deliberati su infrastrutture civili critiche (in particolare la più grande centrale termoelettrica di Kharkiv) sono una manifestazione del terrorismo della Federazione russa e del desiderio di lasciare in massa i civili senza elettricità e riscaldamento. Una risposta vigliacca alla fuga del suo stesso esercito dal campo di battaglia”, ha commentato su Twitter il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak. Mentre Volodymyr Zelensky accusa la Russia di essere responsabile del “blackout totale”.

Il governatore di Kherson, Yaroslav Yanushevich, ha fatto invece sapere che “a causa dell’avvicinarsi delle forze armate” ucraine “gli occupanti stanno cercando di rafforzare le difese a Kherson, spostando riserve in città. Nuove unità nemiche vengono rilevate nel centro regionale”, aggiungendo che alla popolazione è vietato entrare e uscire dalle zone abitate ed è stato introdotto il coprifuoco.

Colloquio Macron-Putin su Zaporizhzhia – La situazione critica nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, dove è stato definitivamente spento il sesto e ultimo reattore rimasto attivo, continua a preoccupare le cancellerie europee. Così Emmanuel Macron torna a chiamare Vladimir Putin per parlare della situazione nell’impianto sotto il controllo dei militari di Mosca. A renderlo noto è il Cremlino, con Putin che ha posto l’accento sugli “attacchi regolari degli ucraini all’impianto”, denunciando anche l’uso di “armi occidentali contro le infrastrutture civili nel Donbass”. Il presidente russo ha dichiarato che le offensive di Kiev hanno colpito anche “gli stoccaggi di scorie radioattive” e questo potrebbe avere “conseguenze catastrofiche”. Da parte sua, fa sapere l’Eliseo, Macron ha chiesto al suo omologo di ritirare armi pesanti e leggere russe dalla centrale. Lo fa sapere l’Eliseo.I due hanno poi espresso la volontà di avviare una “interazione non politicizzata” sulla situazione intorno alla centrale con il coinvolgimento dell’Aiea.

Le richieste dell’Aiea – E proprio l’Agenzia internazionale per l’energia atomica tiene alta l’attenzione sulla situazione della centrale nucleare spiegando che “una zona di protezione della sicurezza nucleare deve essere stabilita con urgenza e delle consultazioni sono cominciate”. I tecnici offrono comunque rassicurazioni sulle operazioni di spegnimento dell’ultimo reattore svolte all’interno dell’impianto: “Ieri è stata ripristinata una linea di trasmissione elettrica di riserva alla centrale nucleare di Zaporizhzhia che ha permesso all’operatore stamattina di fermare l’ultimo reattore in funzione, scrivono su Twitter aggiungendo che il direttore generale Rafael Grossi “accoglie con favore questo ripristino ma continua a essere molto preoccupato per la situazione mentre continuano i bombardamenti“.

Come detto l’ultimo reattore della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia – il sesto – che era ancora attivo è stato spento. Lo ha reso noto l’agenzia nucleare statale Energoatom: “Oggi, 11 settembre 2022, alle 03:41 (le 2:41 in Italia), l’unità n. 6 della ZNPP (la centrale nucleare, ndr) è stata scollegata dalla rete elettrica – si legge in un comunicato dell’agenzia -. Sono in corso i preparativi per il raffreddamento e il trasferimento allo stato freddo”, definito come “il più sicuro”. L’Aiea ha comunicato che è stata ripristinata una linea elettrica di riserva, fornendo all’impianto l’elettricità esterna necessaria per il raffreddamento del reattore e altre funzioni di sicurezza.

La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya, perciò, è stata completamente disconnessa dalla rete elettrica ed è in fase di chiusura. Nonostante gli avvertimenti internazionali, la più grande centrale nucleare d’Europa è sotto tiro da settimane con Russia e Ucraina che si incolpano a vicenda per l’escalation della situazione intorno alla struttura. Secondo Energoatom, l’impianto aveva già funzionato in “modalità isola” negli ultimi tre giorni, il che significa che stava producendo solo elettricità per la propria fornitura, poiché tutte le linee che lo collegavano alla rete elettrica ucraina erano state interrotte dai bombardamenti. È stata ripristinata la linea alla rete elettrica. Si è quindi deciso di alimentare la centrale nucleare attraverso questa linea e di spegnere l’ultimo reattore funzionante e raffreddarlo fino a uno stato freddo sicuro.

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