m5s,-vince-la-linea-grillo:-nessuna-deroga-al-doppio-mandato.-crimi,-taverna-e-fico-sono-fuori

M5s, vince la linea Grillo: nessuna deroga al doppio mandato. Crimi, Taverna e Fico sono fuori

Nessuna deroga alla regola del secondo mandato: passa la linea Grillo e finisce la corsa di Roberto Fico, Paola Taverna, Vito Crimi, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede, Fabiana Dadone e Federico D’Incà tra i parlamentari più noti – ministri ed ex ministri, ex capi politici e vicepresidenti. La decisione, riporta l’AdnKronos, sarebbe già stata comunicata ai parlamentari da Giuseppe Conte, che ieri aveva detto: “Stiamo discutendo in queste ore e risolveremo entro la settimana, anche per valorizzare esperienze e competenze”.

La decisione è arrivata oggi, dopo giorni di polemiche, ultimatum e smentite. Secondo alcune indiscrezioni, il fondatore del Movimento aveva minacciato di lasciare nel caso in cui il M5s avesse derogato al doppio mandato, una delle sue regole fondamentali. Ci sarebbe stata anche una telefonata con Giuseppe Conte (da lui smentita) per ribadire questa posizione.

“Una scelta in coerenza con il Movimento 5 Stelle. Mi auguro con tutto il cuore sarà la scelta giusta per il campo giusto”,  ha detto Carlo Sibilia, tra i primi a commentare. Il sottosegretario all’Interno,  altro deputato al secondo mandato, ha comunque detto di essere a dispozione “Se la comunità 5 Stelle lo vorrà”.  È una decisione che “ci sta”, dice al Foglio Alberto Airola, tra i pentastellati più ciritici verso l’esecutivo Draghi. Anche il senatore è al secondo mandato e in attesa di capire cosa fare – “vedremo” – sottolinea lo scarso tempismo con cui i vertici grillini hanno gestito la questione: “Credo che sarebbe stato meglio discuterne molto prima di adesso, dando così l’opportunità ai media che ci attaccano di marciarci sopra”. 

“Continueremo ad essere vicini al Movimento e a dare il nostro contributo. Lo faremo fuori dalle istituzioni, per quello che potremo”, spiega invece Giuseppe Brescia,  presidente della Comissione affari costituzionali, pure lui a fine corsa. “Se speravamo in una deroga? No…”., assicura all’AdnKronos, provando a smentire i tentativi divari parlamentari che fino all’ultimo avevano sperato di far cambiare idea a Beppe Grillo. 

Per salvare big e veterani, che adesso dovranno invece reinventarsi fuori dai palazzi, Conte ha lavorato per giorni a una proposta alternativa, alle minideroghe o alla possbilità di candidarsi per altre istituzioni, nei consigli regionali o al Parlamento Europeo. Per loro tuttavia si ipotizzano già ruoli di consulenza all’interno del Movimento. Intanto il deputato Niccolò Invidia ha lasciato il gruppo M5s alla Camera.

 

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.