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M5s, Parlamentarie al buio: i risultati alla vigilia delle liste. “Manca trasparenza”

Il caso

Oggi dal Movimento dicono che “serviranno due o tre giorni”. Domenica iniziano le procedure al Viminale. Con l’alternanza di genere e la collocazione da trovare ai 15 fedelissimi Conte può far scivolare il più votato delle primarie online al terzo posto

C’è uno strano intreccio di tempi nelle Parlamentarie del M5s. E tutto sembra spingere verso un obiettivo chiaro: fare in modo che i risultati coincidano direttamente con il deposito delle liste elettorali previsto massimo per le 20 del 22 agosto. Per fare in modo così che non ci sia spazio per proteste e polemiche.  

Bisogna mettere insieme i pezzi. Si può iniziare con la lista blindata dei quindici, diretta emanazione di Giuseppe Conte. I nomi degli ottimati, come li chiamano i grillini critici, sono spuntati la notte di Ferragosto alle 22.39 quando il capo politico del M5s ha annunciato l’indizione del voto per il giorno seguente e ha dato anche comunicazione del listino blindato. Un pacchetto da votare per intero, senza distinzioni, solo con un sì o un no. Prendere o lasciare. Anche perché la notte stessa sono stati espunti i nominativi dei soggetti compresi nel listino che avevano avanzato la propria richiesta di autocandidatura.

In questo modo un iscritto M5s non poteva votare Chiara Appendino senza scegliere anche Stefano Patuanelli. Stesso discorso per gli estimatori dell’ex procuratore antimafia Federico Cafiero De Raho che hanno promosso lo sconosciuto notaio Alfonso Colucci. 

Ieri sera c’è stato il primo responso: quello che per molti è il partito di Conte, la lista dei 15 ottimati, ha avuto il via libera dall’86,5 per cento dei votanti. Il piatto forte, quello delle autocandidature, è ancora in sospeso, però. 

I risultati rimangono un mistero. Secondo quanto trapela dal Movimento saranno resi noti fra “due o tre giorni”. Oggi è il 17 agosto, fra tre giorni sarà il 20: la vigilia del deposito delle liste elettorali al Viminale che durerà fino alle 20 del 22 agosto. Ma perché, per la prima volta, servono tutti questi giorni per mettere in fila i clic? Si tratta di un calcolo abbastanza semplice che ai tempi di Rousseau si faceva in poche ore. Non ci sono risposte ufficiali, ma si fanno largo diverse supposizioni. 

Con ogni probabilità saranno pubblicate direttamente le intere liste elettorali, comprensive dunque del posizionamento dei quindici contiani a cui saranno aggiunti i più votati delle Parlamentarie. La scelta dei capilista spetterà a Conte, pronto a presentarsi in diverse circoscrizioni del proporzionale.

Un esempio di scuola: se nel Lazio dovesse risultare il più votato alle Parlamentarie un militante poco gradito ai vertici contiani in quanto non ortodosso, il capo politico potrebbe sostituirlo con uno dei quindici del listino, o con sé stesso, facendolo scivolare al terzo posto in virtù dell’alternanza di genere. Una mossa che sarebbe esiziale per l’elezione del candidato alla luce dei sondaggi. Ragionamenti che in questo momento animano i duemila autocandidati che stanno provando a entrare alla Camera. “Questi ritardi sono molto anomali: manca trasparenza”, raccontano al Foglio deputati uscenti alla ricerca di un bis. 

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non  pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia.

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