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Lutto nel mondo della cultura, è morto lo scrittore Gian Carlo Ferretti: insegnò all'Università di Parma

Redazione 10 dicembre 2022 16:09

È morto a 92 anni Gian Carlo Ferretti, massimo studioso dell’editoria italiana contemporanea, specialista dei grandi letterati editori del Novecento, da Elio Vittorini a Italo Calvino, da Cesare Pavese a Vittorio Sereni fino a Giorgio Bassani. Ferretti si è spento nella sua casa di Milano nella serata di venerdì 9 dicembre, come annunciato dalla figlia Giulia attraverso Interlinea, la casa editrice di Roberto Cicala e Carlo Robiglio a cui il professore Ferretti ha consegnato i suoi ultimi libri.

Nato il 16 giugno 1930 a Pisa, Ferretti si laureò con Luigi Russo in letteratura italiana all’Università della sua città, iniziando subito dopo un’intensa attività nel giornalismo come critico letterario e poi nell’editoria. Dalla seconda metà degli anni ’60 ha insegnato a lungo Letteratura italiana moderna e contemporanea e Storia dell’editoria novecentesca prima all’Università Statale di Milano, poi all’Università ‘La Sapienza’ di Roma, quindi all’Università di Roma Tre e all’Università di Parma, e da ultimo al master in editoria dell’Università di Pavia al Collegio Santa Caterina.

Ferretti ha pubblicato numerosi saggi sui principali scrittori e critici italiani del XX secolo, con un particolare interesse per l’intera esperienza e produzione di Pier Paolo Pasolini, di cui è stato uno dei primi recensori. Per quasi 70 anni ha studiato i processi dell’editoria libraria e dell’informazione. Tra i numerosi libri di Ferretti sono da ricordare:

“Il mercato delle lettere. Industria culturale e lavoro critico in Italia dagli anni Cinquanta a oggi

” (Einaudi, Saggi, 1979, nuova edizione il Saggiatore, 1994);

“Il best seller all’italian. Fortune e formule del romanzo di ‘qualità’

” (Laterza, 1983; nuova edizione Masson, 1993);

“L’editore Vittorini

” ( Einaudi, 1992);

“Storia dell’editoria letteraria in Italia, 1945-2003

” (Einaudi, 2004);

“La lunga corsa del Gattopardo. Storia di un grande romanzo dal rifiuto al successo

” (Nino Aragno, 2008);

“Vanni Scheiwiller. Uomo intellettuale editore

” (Libri Scheiwiller, 2009);

“Storia dell’informazione letteraria in Italia dalla terza pagina a Internet, 1925-2009

” (Feltrinelli, 2010);

“Giorgio Bassani editore letterato

” (Manni, 2011);

“Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti dal 1925 a oggi

” (Bruno Mondadori, 2012);

“Storie di uomini e libri. L’editoria letteraria italiana attraverso le sue collane

” (Minimum fax,, 2014);

“L’editore Cesare Pavese

” (Einaudi, 2017). Nel 1996 ha pubblicato l’edizione delle

“Lettere di una vita. 1922-1975

” dell’editore Alberto Mondadori. Per i suoi studi sull’editoria gli sono stati assegnati il premio Àncora Aldina nel 2016 e il Premio Cesare Pavese nel 2017, anno in cui aveva voluto firmare il saggio introduttivo al Catalogo storico delle edizioni Interlinea, a cura di Alessandro Curini, con presentazione di Giorgio Montecchi, edito da Franco Angeli. Nel 1973 aveva ottenuto il Premio nazionale

“Luigi Russo

” per studi storico-critici di letteratura italiana.

Dopo la maturità classica conseguita a Pontedera nel luglio 1948, poco più che diciottenne Gian Carlo Ferretti cominciò a Pisa l’attività giornalistica (sulle pagine di cronaca locale de Il Tirreno, quindi su Nuova Repubblica e altre riviste). Nel 1952 laureò discutendo la tesi “Vincenzo Monti di fronte alla realtà quotidiana e storica”, relatore Luigi Russo, il cui magistero ha lasciato una chiara eredità anche nei suoi lavori successivi per una tendenza alla storicizzazione dell’esperienza letteraria e alla considerazione degli elementi biografici, civili, storici come aspetti con cui il testo letterario va messo in relazione critica.

Nel 1953 Ferretti, che nel frattempo si era iscritto al Pci, si trasferì a Milano, dove lavorò nel giornalismo, dapprima come redattore presso il “Calendario del Popolo” (1953-1955), quindi all'”Unità”, fino al 1965, di cui è stato responsabile della pagina culturale; dal 1982 al 1984 è stato direttore editoriale degli Editori Riuniti. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta ha svolto attività critica e saggistica sulle riviste “Belfagor” (diretta dal suo maestro Luigi Russo), “Società”, “Rinascita”, “Il Contemporaneo”. Tre saggi critici di maggior respiro su Giorgio Bassani, Carlo Cassola e Pasolini costituirono la sua opera prima nel 1964 per i tipi degli Editori Riuniti con il titolo “Letteratura e ideologia”.

Nel 1966 Ferretti iniziò l’attività accademica come docente di storia della letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università degli Studi di Milano, fino a diventare nel 1987 professore ordinario alla Facoltà di Magistero della ‘Sapienza’ di Roma.

La sua produzione saggistica si è concentrata nel campo della letteratura italiana soprattutto novecentesca e dell’editoria letteraria contemporanea. Dopo le monografie complete (per la prima volta in Italia) su Giovanni Testori nel 1961, su Bassani, Cassola e Pasolini nel 1964, e su Paolo Volponi nel 1972, un suo saggio del 1975 segna la riscoperta della rivista “Officina”. Seguono gli studi sul problema del padre in Pasolini (1983), sul Calvino giornalista e saggista (1989), sul personaggio pubblico Pasolini (1995), e sul Volponi politico (1996), e il primo ritratto critico e biografico completo di Luciano Bianciardi (2000).

Ha pubblicato inoltre saggi sulle opere di Pavese, Vittorini, Calvino, Sereni, Roversi, Gadda, Brancati, Fenoglio, Debenedetti, Gallo, sul Neorealismo e sul Gruppo 63, e a Pasolini in particolare ha dedicato numerosi studi, testimonianze e cure di testi negli anni.

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