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L’Ue dirà adieu al vaccino di Valneva?

Quello di Valneva è un vaccino a virus inattivato, ma potrebbe non essere autorizzato nell’Ue. Ecco perché, dove viene somministrato e come ha reagito la Borsa

 

L’azienda farmaceutica francese Valneva ha annunciato di avere ricevuto dalla Commissione europea un avviso dell’intenzione di rescindere il contratto di acquisto anticipato (Apa) per il suo candidato vaccino anti Covid Vla2001.

Tuttavia, non è ancora detta l’ultima parola.

COSA PREVEDEVA IL CONTRATTO TRA VALNEVA E UE

Lo scorso novembre, riferisce Reuters, Valneva aveva firmato un accordo con l’Ue per fornire fino a 60 milioni di dosi di vaccino in due anni, delle quali 24,3 milioni nel 2022.

Il contratto conferiva alla Commissione il diritto di revocare l’Apa se il prodotto non avesse ricevuto il via libera da parte dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) entro il 30 aprile 2022.

COSA PUÒ ANCORA FARE VALNEVA

Come spiegato da Valneva in una nota, in base dell’accordo, la società avrà 30 giorni a partire dal 13 maggio per ottenere dall’Ema un’autorizzazione all’immissione in commercio o proporre un piano per rimediare.

Valneva ha fatto sapere che lavorerà con la Commissione e gli Stati per concordare una strategia alternativa e per rendere disponibile Vla2001 alle nazioni che ancora desidereranno riceverlo.

LE RICHIESTE DELL’EMA

Il 25 aprile scorso, come riferito dall’azienda, il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema ha inviato all’azienda ulteriori domande alle quali Valneva ha risposto il 2 maggio.

Fiduciosa di soddisfare le richieste, si aspetta di ricevere un parere positivo entro giugno.

COSA SUCCEDE SE L’UE METTE FINE AL CONTRATTO

Se la Commissione deciderà di mettere fine al contratto, Valneva non sarà tenuta a restituire gli anticipi ricevuti, dal momento che la società ha impegnato l’intero ammontare degli acconti e l’Apa non richiede il rimborso di tali pagamenti in queste circostanze.

LA REAZIONE DELLA BORSA

A seguito dell’annuncio, le azioni di Valneva, sono crollate del 20%, secondo quanto riportato da Reuters. Il prezzo delle azioni è sceso del 20,5% a 9,5 euro, il minimo di un anno.

Secondo l’agenzia di stampa, in base all’esito di queste discussioni, la società riconsidererà le previsioni finanziarie per l’intero anno 2022. In precedenza, Valneva aveva dichiarato di prevedere per quest’anno un fatturato compreso tra 430 e 590 milioni di euro.

COSA HA DETTO IL CEO DI VALNEVA

“La decisione della Commissione è spiacevole – ha dichiarato l’amministratore delegato di Valneva, Thomas Lingelbach – soprattutto perché continuiamo a ricevere messaggi da europei che cercano una soluzione vaccinale più tradizionale”.

Il loro vaccino, infatti, è a virus inattivato, una tecnologia utilizzata da decenni, anche in alcuni vaccini contro la poliomielite, l’influenza e l’epatite.

“Abbiamo avviato un dialogo con gli Stati membri interessati al nostro approccio – ha proseguito il Ceo – Valneva continua a credere che Vla2001 possa dare un importante contributo alla lotta contro Covid-19 e integrare l’offerta di vaccini già esistenti”.

DOV’È STATO AUTORIZZATO FINORA

Al momento il vaccino di Valneva è stato autorizzato da Regno Unito, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti.

Ma nonostante l’autorizzazione delle autorità britanniche, il Paese – scrive Reuters – l’anno scorso ha annullato l’accordo per l’acquisto del farmaco, sostenendo che Valneva non aveva rispettato i suoi obblighi. Valneva ha negato l’accusa.

Infine, la società francese sarebbe in trattative con il governo scozzese per fornire fino a 25.000 dosi al Servizio Sanitario Nazionale e agli operatori di prima linea in Scozia.

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