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L'ordine di Salvini ai suoi parlamentari: bisogna attaccare la Meloni sullo scostamento

(foto Ansa)

verso il voto

Nelle chat con i parlamentari della Lega, il segretario ricondivide un articolo con un suo virgolettato contro la leader di FdI. Un segnale di come potrebbero essere instabili gli equilibri tra i due al governo

Uno dice: sarà la solita interpretazione malevola dei giornaloni, specie quelli di sinistra, che non vedono l’ora di metterli l’uno contro l’altra. Matteo e Giorgia. Giorgia e Matteo. E invece a convalidare questa lettura, a fomentare la guerriglia interna al centrodestra a meno di due settimane dal voto è proprio lui: Salvini. Sono le 9.25 del mattino quando il leader della Lega invia ai suoi deputati, nella apposita chat di gruppo, l’articolo del Corriere della Sera che titola, appunto, così: “Salvini all’attacco di Meloni: ‘Sullo scostamento di bilancio tentenna’”. Segnale fin troppo esplicito alle truppe, secondo la grammatica comunicativa ormai consolidata: significa che hanno tutti il mandato di battere quel terreno, di insistere cioè su quell’improvvisa “svolta moderata”, che, per dirla con uno dei fedelissimi di Salvini, “rende Giorgia a volte quasi irriconoscibile”.

Vale sulla materia fiscale, ovviamente, e vale anche sul campo delle riforme: perché, come lo stesso segretario del Carroccio va ripetendo nelle ultime ore, “questa idea di metterci a fare una Bicamerale mi pare un po’ bizzarra, visto che le urgenze del paese sono ben altre”. E dunque, ecco il dispaccio diramato alla pattuglia dei parlamentari: attaccare la Meloni. Un anticipo di quello che saranno gli ultimi giorni di campagna elettorale, con Salvini che proverà a logorare la leader di FdI rimproverandole le sue recenti abiure, incalzandola sul terreno populista che a Donna Giorgia è stato così congeniale, fino a qualche settimana fa. E un segnale, anche, di quale potrebbe essere il rapporto tra Salvini e Meloni una volta arrivati al governo: col primo già pronto a fare da controcanto quotidiano alla seconda, rilanciando ogni volta, chiedendo in qualsiasi circostanza qualcosa in più, insomma terremotando gli equilibri interni. E sì che sono alleati.

  • Valerio Valentini
  • Nato a L’Aquila, nel 1991. Cresciuto a Collemare, lassù sull’Appennino. Maturità classica, laurea in Lettere moderne all’Università di Trento. Al Foglio dal 2017. Ho scritto un libro, “Gli 80 di Camporammaglia”, edito da Laterza, con cui ho vinto il premio Campiello Opera Prima nel 2018. Mi piacciono i bei libri e il bel cinema. E il ciclismo, tutto, anche quello brutto. 

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