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Lavoro, riconosciuto per la prima volta l'infortunio in smart working: tutti i dettagli

Riconosciuto per la prima volta l’infortunio in Smart Working: ecco la sentenza del Tribunale e tutti i dettagli che la riguardano

Con l’arrivo della pandemia da Coronavirus, lo smart working è diventata un’opzione molto importante e usata. Anche dopo la fine dell’emergenza, sempre più persone in Italia stanno adottando questa soluzione. Questa può essere scelta sia in forma ibrida, e cioè alternando lavoro in presenza e da casa, che in forma unica, e cioè con il lavoro unico da casa. Essendo una forma relativamente nuova di lavoro, la disciplina che la riguarda può creare confusioni o, in alcuni casi, può non essere precisissima.

Ad esempio, molti lavoratori si sono chiesti se e quando, nel momento in cui un lavoratore si fa male, questo può essere considerato un infortunio sul lavoro e, pertanto, può essere risarcito. Una recente sentenza del tribunale di Treviso può aiutarci a capire. Secondo quanto riportato dal Gazzettino, una lavoratrice di un’azienda metalmeccanica è caduta dalle scale della sua casa mentre stava parlando al telefono con una collega. Nonostante l’Inail, Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, non le avesse riconosciuto un risarcimento dell’infortunio, la donna, residente a Treviso, ha continuato a lottare per ottenere il risarcimento.

Smart working: è possibile ottenere un risarcimento nei casi di infortunio?

Alla fine la donna, supportata dalla CGIL del comune veneto, è riuscita a ottenere un risarcimento di ben 20.000 euro per il danno biologico, oltre al pagamento dei giorni di malattia. Il tribunale ha riconosciuto il risarcimento in quanto la donna si era effettivamente infortunata sul lavoro, pur non essendo nel luogo di lavoro: la persona con cui stava parlando a telefono, infatti, era una collega dell’ufficio. Non sempre, però, si può riconoscere un risarcimento.

Prima di tutto, come spiega BusinessOnline, è necessario che l’abitazione sia dichiarata in maniera regolare dal datore di lavoro, come luogo per lo smart working. Inoltre, come ha spiegato al Gazzettino la responsabile del settore tutela della salute della Cgil di Treviso Valentina Dalle Feste, è la prima volta che in Italia si riconosce un infortunio in smart working. La vittima dell’infortunio ha spiegato com’è avvenuto e quali sono state le modalità dell’infortunio, e queste costituiranno effettivamente un precedente per il risarcimento. Altri tipi di infortunio in smart working non sono stati ancora, quindi, disciplinati e non è chiaro cosa succederà nei prossimi mesi.

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