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L'asse rossogiallo ritorna in Lombardia. +Europa si sfila, Moratti pronta ad accoglierli

Pierfrancesco Majorino (Ansa)

Verso le regionali

Il candidato di centrosinistra Majorino annuncia l’accordo con il M5s “per una svolta radicale” e un programma condiviso. Conte: “Pronti a staccare la spina se non sarà rispettato”. Intanto il partito di Della Vedova, corteggiato dai dem, valuta se sostenere il Terzo Polo o presentare un proprio nome

Era nell’aria da almeno da un paio di giorni, ora manca solo la conferma definitiva che arriverà a stretto giro, con il voto online degli iscritti al Movimento. Ma, dopo giorni di incontri e confronti, l’accordo tra Pd e M5s in Lombardia è ormai cosa fatta. Lo dice il candidato del Pierfrancesco Majorino, lo sottoscrive il portavoce regionale grillino Dario Violi. La coalizione trainata dai dem, che affronterà nella corsa al Pirellone Letizia Moratti e Attilio Fontana, si sposta a sinistra. E d’altra parte la stessa scelta di Majorino indicava un certo tipo di posizionamento e non è un mistero che il suo fosse uno dei pochi nomi, forse l’unico davvero gradito, su cui si poteva trovare un’intesa con Giuseppe Conte, che proprio questa mattina è tornato a parlare di Lombardia con un videomessaggio rivolto ai suoi militanti.

Non sarà tuttavia una scelta indolore, perchè come annunciato già da settimane, in caso di allargamento ai pentastellati, Più Europa avrebbe preso un’altra strada. Quale si vedrà, anche se a questo punto appare probabile un riavviciamento al Terzo Polo. Tanto più considerando che l’intesa tra Pd e grillini, arriva praticamente nelle stesse ore in cui il fu Avvocato del popolo è tornato a mostrate le ambiguità della sua forza politica sul sostegno all’Ucraina. Tema su cui invece Più Europa si colloca da tutt’altra parte.

“Sono pronto a presentare presto un programma che accolga il contributo delle forze di centrosinistra, il punto di vista dei sindaci e i punti condivisi al tavolo di confronto, assai proficuo, tenutosi tra le forze di centrosinistra e il Movimento 5 stelle”, ha fatto sapere ieri Majorino, indicando i temi centrali della piattaforma –  conque punti, dal welfare alla tutela dell’ambiente e del patrimonio agricolo alle prese con la crisi climatica – “per una svolta radicale”. Quanto ai termovalorizzatori l’accordo sarebbe quello di dismettere entro il 2030 i più obsoleti.

Una prospettiva, quella indicata dall’eurodeputato dem, accolta con “soddisfazione” dai neo alleati M5s: “È stata riconosciuta l’importanza delle nostre proposte”, è il commento di Dario Violi, portavoce lombardo per il Movimento, che a questa intesa lavarava già da settimane. “La sintesi è un documento che rispecchia i nostri valori. Il nostro giudizio su questo percorso è positivo”, ha aggiunto, prima di invitare gli iscritti a ratificare l’alleanza con il voto online che dovrebbe tenersi sulla piattaforma Skyvote. Lo stesso invito è arrivato da Giuseppe Conte, che ha chiarito le condizioni del sostegno a Majorino. “Saremo intransigenti e irremovibili”, ha detto riferendosi contenuti dell’accordo con il Pd: “se dovessimo andare in coalizione, quei punti saranno il faro della nostra azione, altrimenti staccheremo la spina”. 

 

Resta alla finestra Moratti, pronta ad accogliere il sostegno Bonino e compagnia (ci sono stati contatti, anche insistenti, tra le forze politiche), sebbene Più Europa non abbia ancora sciolto le riserve e Majorino speri ancora che la coalizione non perda pezzi – ha fatto un appello all’unità negli scorsi giorni. Intanto il segretario Benedetto Della Vedova ha escluso ogni ripensamento, nessuna alleanza con il Movimento, lasciando la porta aperta al Terzo Polo, ma ha lasciato in campo anche la possibilità di presentare un candidato proprio. Una scelta che permetterebbe agli europeisti di mettersi al riparo dal rischio di divisioni interne: alcuni infatti vedrebbero di buon occhio un riavvicinamento a Calenda e non solo in ottica Lombardia. Ma in regione c’è anche chi, come il capogruppo Michele Usuelli vorrebbe invece restare nell’alleanza rossogialla. Da Più Europa fanno sapere che si tratta di una posizione personale, ma che la direzione è un’altra. Ma le cronache locali raccontanto anche di movimenti e interlocuzioni per creare una lista civica a sostegno proprio di Majorino, nel caso all’interno di Più Europa non dovesse trovarsi una sintesi soddisfacente.

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