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“La società agricola del Comune sarà liquidata in modo da favorire Faventia Sales”. Terre Naldi resta nel mirino del centrodestra: “scelte sbagliate” – RavennaNotizie.it

C’è un problema nell’amministrazione della città di Faenza, anzi, ce ne sono diversi e vanno a toccare le casse del Comune, ossia le tasche dei cittadini. A sostenerlo sono le forze d’opposizione del centrodestra, che mettono nel mirino ancora una volta la gestione di due società partecipate: Terre Naldi e Faventia Sales.

A non risparmiare nulla alla maggioranza e alla giunta di centrosinistra che dall’ottobre 2020 governa la città di Faenza sono stati nel corso di una conferenza stampa Gabriele Padovani (consigliere comunale della lista civica “Area Liberale” già eletto nelle file della Lega), Stefano Bertozzi (capogruppo in Consiglio comunale nonché consigliere provinciale di Fratelli d’Italia) e Bruno Fantinelli (responsabile del coordinamento provinciale di Forza Italia), che hanno parlato anche a nome dei colleghi della Lega, impossibilitati per l’occasione a partecipare.

Gli argomenti “caldi” ormai da oltre 15 anni hanno tenuto lontano gli esponenti della lista civica centrista “Insieme per Cambiare” che dal 2010 al 2020 era parte della maggioranza di governo, nonché della lista civica “Per Faenza” che marcia politicamente abbracciata alla precedente.

“Se ancora ce ne fosse stato bisogno, appare sempre più chiaro che tra il 2000 e il 2008 Terre Naldi è stata amministrata male con pesanti ripercussioni finanziarie – ha esordito Padovani -. La richiesta avanzata nel 2010 dal centrodestra, allora rappresentato da Lega e Polo della Libertà, di avere una Commissione consiliare di indagine era corretta, perché oggi l’amministratore delegato ne ha dato conferma”.

Terre Naldi, società interamente partecipata dal Comune di Faenza, nell’estate 2017 prese in gestione diretta la cantina vinicola del Polo di Tebano, dopo la rinuncia di Astra: la cantina di Tebano, oggi in dismissione, si poneva al servizio di oltre trenta piccoli produttori vitivinicoli locali, che non hanno una propria cantina ma intendono produrre il proprio vino.

“Tra il 2007 e il 2008 si può parlare per Terre Naldi di 792.000 euro di perdite – ha affermato il consigliere di “Area Liberale” -. L’anno successivo di altri 131.000 euro con l’acquisizione dei terreni de ‘Le Cicogne’ dalla Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza: cifra che la stessa Fondazione aveva speso per varie opere”.

“L’allora maggioranza di centrosinistra bocciò la nascita della Commissione – ricorda Bruno Fantinelli -, così si è continuato e si continua a spendere denaro pubblico in maniera non oculata; un altro esempio eclatante è l’Azienda di Servizi alla Persona. A guidare queste operazioni malsane è sempre lo stesso partito, che si chiamasse Pds, poi Ds e oggi Pd. Mi auguro che nella primavera 2026 i faentini prendano atto che questa maggioranza non sa governare, a fronte di esempi virtuosi come Forlì, dove il centrodestra in poco tempo ha saputo farsi apprezzare”.

Dalle elezioni del settembre 2020 l’Amministrazione comunale di Faenza è guidata dal sindaco del Pd Massimo Isola e ha il sostegno di Partito Democratico, Lista “Coraggiosa” (Articolo Uno), “Faenza Cresce”, Italia Viva e MoVimento 5 Stelle.

Stefano Bertozzi aveva recentemente messo al centro della sua attenzione la tormentata vicenda dell’Azienda di Servizi alla Persona dell’Unione della Romagna Faentina (Asp), le ex Opere Pie che avevano in seno un vasto patrimonio frutto di generose donazioni negli anni. “Ha perso 3 milioni di euro in quattro anni, azzerando le proprie liquidità, quindi ha venduto immobili per potere sostenere le spese correnti. È chiaro che senza risorse non si può fare il sociale”.

Oggi il capogruppo di Fratelli d’Italia spiega il punto di vista dell’opposizione di centrodestra sulla vicenda di Terre Naldi, che verrà messa in liquidazione. “Martedì prossimo il Consiglio comunale sarà chiamato a votare l’espressione di indirizzo per la liquidazione della Srl, avallando una decisione presa da tempo dall’Amministrazione. Terre Naldi non rispetta i requisiti della Legge Madia del 2017 per quanto riguarda la gestione delle società partecipate da Enti pubblici e pertanto doveva essere messa in liquidazione. Per avere una sorta di ‘giustificazione’ il Comune si è rivolto a un ottimo consulente esterno, pagandolo 25.000 euro per una relazione di 84 pagine delle quali 16 sono dedicate a Faventia Sales. Al consulente era stato in pratica chiesto fra tre modalità di liquidazione quale fosse la preferibile, ma dandosi in pratica già una risposta, avallata proprio dal professionista – ha proseguito Bertozzi -. Terre Naldi è una scatola vuota; ad essa è affidata la gestione a canone zero di terreni agricoli del Comune in località Tebano. A sua volta Terre Naldi ha affittato a 9 soggetti diversi in base a 15 contratti questi terreni; così nel 2021 ha avuto entrate per 264.000 euro, somma che scaturisce sommando anche contributi comunali ed altri contributi. La società ha un dipendente che le costa 48.000 euro all’anno e l’amministratore unico e spende circa 10.000 euro per atti amministrativi. Grazie ai sostegni derivanti dalle leggi messe in campo nel periodo del Covid, Terre Naldi è riuscita ad abbattere gli ammortamenti. Ha 773.000 euro di immobilizzazioni ed è andata indebitandosi nel tempo; il mutuo di 174.000 euro arriva al prossimo 31 dicembre e sarà gestito dal Comune”.

La strada che il Comune ha deciso di prendere è quella di scindere i rami d’azienda per cederli a Faventia Sales, che così supererebbe le tagliole della Legge Madia, aggiungendo il dipendente proveniente da Terre Naldi e riducendo i propri membri del consiglio d’amministrazione, anche portando il proprio fatturato oltre il milione di euro.

Sin dal suo ingresso in Consiglio Stefano Bertozzi ha messo al centro dell’attenzione Faventia Sales, società per azioni a partecipazione pubblica composta da Comune di Faenza, Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio di Faenza, Crédit Agricole e Diocesi di Faenza-Modigliana, proprietaria dell’enorme complesso “ex Istituto Salesiani”, per recuperarlo e valorizzarlo.

“Il Comune detiene il 46% delle azioni ma di fatto è una società privata – ha sempre sostenuto l’esponente di Fratelli d’Italia -, il vice sindaco Andrea Fabbri ne era il presidente e si è dimesso una volta eletto: tutto legittimo, però trovo inopportuno che tra le sue deleghe ci sia quella per cui si deve occupare proprio di Faventia Sales, che è una società con i bilanci in disequilibrio. Infatti un aiuto è dovuto arrivare dal Con.Ami. e da Ravenna Holding, che ha comprato un pezzo del complesso edilizio, dandolo quindi in affitto alla stessa Faventia Sales, la quale a sua volta lo ha subaffittato al Comune. Va detto poi che Faventia Sales è un fortino elettorale del centrosinistra”.

Bertozzi si rifà alla relazione del consulente del Comune. “È qui scritto che con questa operazione l’Ente locale arriverà a sfiorare il 50 per cento di azioni di Faventia Sales ma non potrà superarlo. Tutta l’operazione è chiaramente fatta per favorire Faventia Sales che ha le sue difficoltà”.

“L’apparenza è che tutta l’impalcatura della liquidazione di Terre Naldi sia in piena regola – ha affermato Fantinelli, anche a nome dei colleghi di minoranza -, ma va sottolineato che, politicamente, sono scelte scellerate.” “Il corso universitario di Viticoltura che ha sede proprio a Tebano non ha bisogno di una società partecipata che lo ospiti – ha commentato Bertozzi -. Potrebbe occuparsene direttamente il Comune”.

Terre Naldi a Tebano significa un’estensione di 64 ettari di terreno, un edificio con aule, uffici e laboratori e la cantina. “La dismissione di quest’ultima è un rebus – ha detto infine Padovani -. Il Comune ha affermato di volerla riaprire, ma se è stata chiusa la ragione è dovuta al fatto che non era remunerativa: non c’erano i numeri, si vinificava poco. Riaprirla sarebbe uno sbaglio”.

Nella foro, da sinistra, Bruno Fantinelli (Forza Italia), Gabriele Padovani (Area Liberale), Stefano Bertozzi (Fratelli d’Italia)

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