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La scuola dei politici che vengono dal territorio. «Aiutiamo il centrosinistra, sull’onda di Occasio Cortez»

Si parla spesso, nei partiti e fuori dai partiti, soprattutto nel campo del centrosinistra, di dare spazio al mondo del civismo. Di «allargare il campo». Ma queste buone intenzioni, che arrivano a ridosso di qualche tornata elettorale per cercare di avere più consenso, restano quasi sempre tali. E quando i partiti candidano i “loro” volti civici, o meglio li pescano dall’alto senza molta interlocuzione con i territori, succede puntuale la stessa cosa: all’indomani del voto questi volti restano corpi estranei al partito nella migliore delle ipotesi, oppure vengono abbandonati del tutto e quindi cambiano casacca poco dopo. In Italia però c’è una esperienza, una grande community, che invece delle alleanze territoriali e sociali fa davvero il punto di forza e sostiene, da un paio di anni a questa parte, candidati progressisti e molto legati al territorio nelle liste civiche e non del centrosinistra. Con risultati davvero insperati, come quello che ha portato Lorenzo Radice a diventare lo scorso anno sindaco di Legnano: la città simbolo della Lega, che non a caso l’ha governata ininterrottamente dagli anni di Tangentopoli; la città di Alberto da Giussano (per i leghisti, anche se probabilmente è un falso storico) e del monumento che compare nelle spillette volute da Bossi per i suoi “lumbard” e camicie verdi prima dell’arrivo dell’era delle felpe che cambiano scritta all’occorrenza.

Ecco, qui a Legnano ha vinto Radice sostenuto da “Ti candido”: una comunità di appassionati di politica, che spesso hanno avuto difficoltà a trovare spazio sotto le insegne di partiti e sigle del centrosinistra. Giovani, in grandissima parte under 40, che supporteranno i candidati in campagna elettorale, nella raccolta fondi e nella comunicazione soprattutto, e poi anche dopo essere eletti grazie a una rete di amministratori e professionisti che si confrontano giornalmente su come mettere in pratica concetti chiave come quelli di bene comune, condivisione, partecipazione, coinvolgimento dei cittadini in ogni scelta. Con l’obiettivo di offrire al campo del centrosinistra donne, uomini, giovani, che possono davvero dare qualcosa alle loro comunità e condividere un percorso di valori chiari che spesso si fa fatica a rintracciare in alcune case politiche. Ma una cosa deve essere chiara: qui nessuno è contro i partiti o pensa che i partiti siano inutili.


«Questa esperienza, che nasce sulla scorta di progetti ben avviati in America e che hanno portato alla candidatura nel campo democratico di Alexandria Ocasio -Cortez, vuole anzi offrire un aiuto ai partiti, al centrosinistra e al campo progressista, per accogliere esperienze civiche vere e forti», dice Fabrizio Barca, che con il Forum Disuguaglianze e diversità ha stretto una alleanza con Ti candido «per dare sostegno economico e organizzativo alle candidature frutto di espressione di alleanze sociali e coalizioni civiche territoriali». E proprio in questi giorni, attraverso il portale ticandido.it stanno raccogliendo le adesioni di chi vorrebbe scendere in campo con il sostegno di questa comunità in vista delle amministrative d’autunno.


Tra gli animatori e fondatori di questo progetto c’è Michele D’Alena, 44 anni, che si occupa di processi di innovazione e di mobilitazione di comunità: «Siamo nati guardando agli Stati Uniti, al caso di Ocasio-Cortez, e ci siamo organizzati cercando un modo concreto di dare una mano. Siamo convinti che serva rinforzare i partiti con nuovi modelli, che guardino alle nuove forme di attivismo, di mutualismo, di partecipazione. La sinistra vive un momento di crisi senza precedenti, persino di fronte al disastro ambientale e sociale e al ritorno dello Stato in economia: per questo tre anni fa eravamo convinti che occorreva dare una scossa. I “justice democrats” dentro i democratici Usa hanno portato al congresso ribelli, giovani, donne. Abbiamo adattato quel modello al contesto italiano dove ci sono il Partito democratico, una gamma di partiti diversi e molte liste civiche a livello locale che sono una ricchezza. Noi raccogliamo risorse, con donazioni non superiori a 500 euro e diamo supporto con competenze diffuse».


La raccolta delle candidature, che saranno attentamente vagliate, è aperta: «Stiamo prendendo uno spazio che i partiti non riescono a coprire, soprattutto nelle città piccole e medie, ma alle elezioni comunali lo faremo anche a Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna. Vogliamo portare nelle istituzioni più donne, più giovani e persone di origine migrante». Se qualcuno pensa che questa sia la solita esperienza un po’ elitaria e velleitaria si sbaglia. Perché con il gruppo di Ti candido sono stati eletti già diversi amministratori. Come Jacopo Suppo, 40 anni, sindaco di Condove in Val di Susa: «Ho sostenuto nel 2013 Pippo Civati alla segreteria del Pd, sono stato alla prima Leopolda, e così sono entrato nell’arcipelago del cambiamento. Ti candido vuole essere un ponte tra questi arcipelaghi. I partiti sono poco rappresentativi e c’è un momento di grande confusione anche su chi dovrebbero rappresentare. Noi invece crediamo nei partiti. La politica deve essere concreta: bisogna saper muovere le leve e con Ti candido condivido una rete di esperti e, con loro, il percorso delle varie delibere e dell’attività amministrativa. Abbiamo fatto workshop con 300 persone collegate da tutta Italia per confrontarsi con l’amministrazione locale. Condove, insieme ad altri Comuni, sta elaborando progetti come la condivisione di beni pubblici in abbandono. E per fare un regolamento abbiamo lavorato insieme a Lepore a Bologna. Sono queste le forme di partecipazione che vanno ampliate. Mi auguro che la politica ufficiale e dei partiti inizi a comprendere che soprattutto dopo questa fase pandemica il ruolo dei territori e delle periferie è fondamentale».


Radice ha invece vinto nel cuore del leghismo e nel momento migliore (elettoralmente parlando) del salvinismo. Diventando a 40 anni primo cittadino di Legnano: «Sono stato consigliere comunale per diversi anni con una lista civica, poi mi sono ricandidato proprio nel momento in cui Salvini cresceva e sono stato sostenuto da Pd e liste civiche. Sono stato contattato da Ti candido e il loro staff mi ha aiutato moltissimo, sia sul fronte della raccolta fondi che della comunicazione. Grazie a loro ho fatto rete anche con realtà che vanno oltre il Comune. Si sta creando una grande comunità, una rete di confronto con altri amministratori per mettere in comune esperienze e conoscenze, partendo da un dato di fatto: il nostro campo rimane sempre nel centrosinistra. Io sono iscritto al Pd, ma Ti candido ti permette di confrontarti con realtà civiche e di comunità. Penso al terzo settore e al lavoro sul bilancio partecipato che stiamo portando avanti con associazioni, parrocchie, industriali e ordini professionali».


Marwa Mahmoud, 36 anni, è stata eletta lo scorso anno al Consiglio comunale di Reggio Emilia: «Ho sempre fatto attivismo dal basso, nelle associazioni e nell’ambito dell’intercultura. Sono stata contattata per le elezioni del maggio 2019 dall’attuale sindaco dem Luca Vecchi. Nel frattempo prendeva vita anche questo progetto di Ti candido e sono entrata in contatto con questa esperienza. Mi hanno aiutato per fare una raccolta fondi, perché senza fondi è difficile fare una campagna elettorale capillare. Sono stati, poi, e sono un aiuto costante: dalla comunicazione alla costruzione e gestione di una campagna elettorale, oltre ad una visione comune rispetto a temi come la giustizia sociale, i diritti di cittadinanza, l’ambiente, il femminismo. Ti candido offre quello che manca nell’area del centrosinistra: far partecipare tanti giovani e riuscire ad essere trasversali tra varie anime sociali. Trovo molto più allineamento in certi valori dentro Ti candido che altrove, rimanendo però sempre concreti».


Elena Ostanel, 38 anni, urbanista e docente universitaria, è stata eletta al Consiglio regionale del Veneto: «Mi sono candidata l’anno scorso in una lista civica con il centrosinistra. La lista “Veneto che vogliamo” è nata un anno prima delle elezioni attraverso gruppi di ascolto nei vari Comuni. Sono stata selezionata da Ti candido anche perché non arrivavo da una storia politica di lungo corso. Questa comunità per me è adesso fondamentale per scambiare pareri su progetti di legge da portare avanti in Regione: ho a disposizione una rete nazionale di persone competenti, che hanno una visione politica comune forse più dei partiti, per certi versi. Ad esempio sto provando a lavorare a un progetto sul coinvolgimento dei cittadini nella rigenerazione urbana e nell’innovazione sociale e mi sono confrontata, grazie a Ti candido, con colleghi del Lazio, della Emilia Romagna e della Toscana. Questo mi consente di avere una rete di conoscenze comuni e con la stessa visione politica». E cioè quella del contatto costante con le comunità e di una vera partecipazione civica. Anche nell’asfittico panorama politico italiano qualcosa si muove davvero, dal basso e non solo a ridosso della corsa elettorale del momento.

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