la-saga-degli-hammer

La saga degli Hammer

Questo articolo è pubblicato sul numero 36 di Vanity Fair in edicola fino al 6 settembre 2022

La discesa agli inferi di Armie Hammer, balzata alle cronache nel 2021, ha radici lontane e famigliari. Attore di successo candidato al Golden Globe per l’interpretazione in Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, è stato denunciato da presunte vittime per pesanti accuse di abusi, violenza sessuale e perfino fantasie di cannibalismo. Lui ha negato ogni imputazione, affermando che le sue relazioni sono sempre state consensuali. E mentre oggi, si dice, sia alle Cayman per ricominciare da capo dopo una riabilitazione pagata dal collega Robert Downey Jr, il 2 settembre arriva su Discovery+ House of Hammer, documentario che cerca di fare luce sulle tormentate vicende della famiglia Hammer. Per capire lo scandalo che ha travolto Armie, bisogna fare qualche passo indietro. E conoscere più da vicino gli altri uomini della famiglia.

Armand Hammer, il bisnonno di Armie.


Nell’estate del 2020, Armie era in quarantena in una villa di lusso alle isole Cayman insieme al padre Michael, la matrigna Misty, i due figli piccoli e la moglie Elizabeth. «Era una situazione complicata: un insieme di personalità forti costrette a convivere sotto lo stesso tetto. Ho sinceramente rischiato di andare fuori di testa», aveva raccontato Hammer. Sentendosi come un lupo intrappolato che «si stacca la zampa a morsi», aveva prenotato in fretta e furia un volo di ritorno negli Stati Uniti, e la decisione di abbandonare la famiglia durante la pandemia era stata la goccia finale di un matrimonio già messo alla prova dall’infedeltà. A luglio, Elizabeth aveva presentato istanza di divorzio, ma a gennaio Hammer tuttavia twittava: «Il 2021 s’inginocchierà davanti a me e mi bacerà i piedi perché quest’anno sono io il boss». Alcune settimane dopo però, alle procedure per il divorzio si erano sovrapposte le accuse di abusi psicologici, manipolazioni e violenze lanciate all’attore da alcune donne sui social media. Fu subito scandalo, alimentato anche dalla diffusione di immagini in cui l’attore sembrava descrivere fantasie sessuali che contemplavano stupro e cannibalismo. Hammer fu costretto a rinunciare a due progetti di alto profilo: una commedia romantica con Jennifer Lopez e una serie della Paramount sulla realizzazione del Padrino. Poco dopo fu scaricato anche dalla sua agenzia e, a marzo, una donna rappresentata dall’avvocato Gloria Allred, lo accusò di stupro, raccontando che, nel 2017, Hammer aveva abusato di lei per ore, le aveva sbattuto la testa contro un muro, l’aveva ferita al viso e ai piedi con un frustino. Andrew Brettler, l’avvocato di Hammer, depositando la corrispondenza di quattro anni tra la presunta vittima e il suo cliente, aveva respinto le accuse, replicando che «tutte le interazioni tra il signor Hammer e le sue ex partner erano state consensuali».

Per chi conosce la famiglia di Hammer, dove convivono comunisti russi e magnati del petrolio statunitensi, queste accuse sono la conseguenza di una lunga storia di droga, sesso e tradimenti: sembra che molti uomini tra gli Hammer abbiano un lato oscuro che ha segnato cinque generazioni.

Related Posts

Lascia un commento