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La Russia ha sballato il mercato Ttf del gas?

La carenza di gas in Europa è concreta, a causa della riduzione delle forniture dalla Russia. E i timori sulla disponibilità del combustibile ne stanno facendo salire molto i prezzi al Ttf olandese. Tutti i dettagli

La settimana scorsa il prezzo del gas naturale al TTF – il punto di scambio virtuale del gas che funge da hub per l’Europa continentale; si trova ad Amsterdam, nei Paesi Bassi – è arrivato a 340 euro al megawattora. Ieri è sceso a 282 euro, ma si tratta comunque di un prezzo dieci volte superiore a quello di un anno fa.

TTF, LA CARENZA DI GAS È ARTIFICIALE O CONCRETA?

Secondo alcuni analisti – gli economisti Paolo Raimondi e Mario Lettieri, ad esempio, o l’ex-manager di Eni Salvatore Carollo -, questo forte aumento dei prezzi del gas è sostanzialmente il frutto di una speculazione al TTF, dove sarebbe stata creata una “scarsità artificiale” del combustibile che ne ha fatto salire il valore.

Sul Sole 24 Ore, però, Sissi Bellomo – giornalista esperta di energia – ha scritto che la carenza di gas è “concreta e sempre più tangibile”.

COSA STA FACENDO LA RUSSIA

Nel 2021 la Russia, prima fornitrice dell’Unione europea, inviava più di 400 milioni di metri cubi di gas al giorno. Ma dalla fine dell’anno scorso, e in particolare dal periodo successivo all’imposizione delle sanzioni per l’invasione dell’Ucraina, ha iniziato a limitare i flussi. Attualmente ammontano a 70 milioni di metri cubi circa, che diminuiranno ulteriormente dal 31 agosto, quando l’importante gasdotto Nord Stream 1 chiuderà di nuovo, fino al 2 settembre, ufficialmente per motivi di manutenzione.

Questa riduzione delle forniture potrebbe essere una manovra politica: la Russia, in altre parole, starebbe sfruttando la dipendenza europea dal suo gas per farne salire i prezzi, così da alimentare la conflittualità sociale nel continente e ottenere un allentamento delle sanzioni. Esiste la possibilità che Mosca azzeri del tutto i flussi questo inverno, la stagione in cui i consumi di gas sono più alti.

L’IMPATTO SUL TTF

I prezzi del gas al TTF, scrive Bellomo, sono dunque “il riflesso di questa scarsità e della paura che diventi sempre più acuta”: l’hub olandese non è infatti “un luogo esoterico guidato da forze oscure. O almeno, non più di altri mercati delle materie prime”.

“Oggi il prezzo del gas è legato al TTF di Amsterdam, un piccolo mercato speculativo che Vladimir Putin si diverte a far impazzire”, ha dichiarato di recente il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in un’intervista al Corriere della Sera.

IL CONFRONTO CON L’ASIA

Che la situazione europea non sia “fuori dal mondo” lo ha spiegato su Actually anche Matteo Villa, head of DataLab di ISPI. “Quel prezzo, 330 euro al megawattora, è abbastanza vicino al prezzo che i paesi asiatici pagano in questo momento per il GNL”, ha detto Villa. “Gli asiatici pagano più o meno lo stesso prezzo nostro”.

Villa si riferisce al fatto che le metaniere che trasportano il gas liquefatto (o GNL) si dirigono dove i prezzi sono più alti: il che di solito significa l’Asia nordorientale, ma nel primo semestre 2022 hanno invece navigato di preferenza sull’oceano Atlantico perché attirate dai più alti prezzi europei.

Nel primo semestre del 2022 i prezzi europei del gas avevano raggiunto una media di 34 dollari per milione di British termal unit (Btu); in Asia il prezzo medio era di quasi 30 dollari e negli Stati Uniti di 6,1 dollari. Se si confrontano questi numeri con i valori medi del 2021 – 16 dollari per mmBtu in Europa, 18 dollari in Asia e 3,7 negli Stati Uniti – si nota non soltanto un aumento generale ma soprattutto un anomalo sorpasso dell’Europa sull’Asia.

PROBLEMI DI LIQUIDITÀ

Bellomo riconosce tuttavia che il funzionamento del TTF non sia ottimale perché “‘sballato’ da una liquidità ridotta a causa degli esorbitanti margini di garanzia che hanno messo in fuga molti operatori e per la scarsità di controparti disposte a vendere”. Dal lato opposto, la domanda è forte perché i governi europei hanno finanziato il riempimento degli stoccaggi di gas in vista dell’inverno.

Le autorità di regolazione non hanno comunque rilevato abusi o manipolazioni sugli scambi di contratti (futures) alla borsa ICE Endex del TTF. “Il vero problema oggi”, spiega la giornalista, “non è tanto l’assalto, ma la fuga degli operatori (anche speculativi) da contratti che sono divenuti troppo rischiosi e costosi”.

PERCHÉ PROPRIO L’OLANDA

Il prezzo del gas in Europa si decide al TTF di Amsterdam per due motivi principali. Il primo è che nei Paesi Bassi si trova anche uno dei principali giacimenti di gas interni all’Europa, quello di Groningen (destinato a chiudere per le ipotesi di rischio sismico). Il paese, inoltre, è un punto di passaggio per molti gasdotti europei, in virtù della sua posizione geografica (la Norvegia, a nord, è un’importante produttrice di idrocarburi).

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