Oggi “mi faccia il piacere”, Carlo Cottarelli.

Qualche settimana fa il leader del Pd, Enrico Letta, convoca i giornalisti in conferenza stampa per presentare “la punta di diamante” della coalizione a guida dem. Il candidato in questione si chiama Cottarelli, il “tecnico” (ora smetterà di esserlo?) chiamato da Mattarella a guidare il governo quando le elezioni erano state vinte dal centrodestra. Quisquilie. Cottarelli, dicevamo, è il diamante allo stato grezzo, il centravanti dem, quello cui Letta voleva dare “molta visibilità”. Ecco, il Pd e +Europa lo hanno candidato nel collegio uninominale di Mantova-Cremona e per sicurezza pure capolista a Milano (tanto per non rischiare). E lui come ricambia? Così: confessando di aver già perso ancor prima di iniziare la battaglia. E di non volerci neppure provare.

Intervistato dal Fatto Quotidiano, Cottarelli dice molte cose. Soprattutto ciò che un vero politico non ammetterebbe mai. Ovvero che le persone al mercato rionale “mi fermano e mi dicono che un tempo votavano Pd e adesso non lo faranno più” (prima scoppola). Ma soprattutto afferma chiaro e tondo che “il mio obiettivo è perdere riducendo questo divario” con Daniela Santanché (seconda tranvata). Ma come, scusi prof? Lei si propone agli elettori mantovani per un partito che ambisce a governare il Paese e ammette di non crederci neppure lei? “I sondaggi dicono che perderemo – spiega Carlo – ma le battaglie politiche si fanno perché è giusto farle. Io faccio il possibile”. Che è un po’ come chiedere l’onore delle armi, provare a segnare il gol della bandiera, firmare l’armistizio implorando almeno di non essere umiliati. Legittimo, per carità: ma un po’ da sfigati.

Che poi, forse, non è neppure la parte peggiore dell’uscita giornaliera dell’ex commissario alla Spending Review. Nel corso della sua campagna elettorale dice di essere andato al mercato rionale (addirittura) e di aver incontrato in una “balera” un gruppetto di elettori erroneamente convinto che lo Stato spende più per i migranti che per i pensionati: “Questi elettori esistono e non ci voteranno”, ha sentenziato infastidito il prof. Il quale li definisce così: “Poverelli“. E poi si stupisce se votano Santanché?

Giuseppe De Lorenzo, 5 settembre 2022

Carlo Cottarellipartito democratico