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La mossa Zaia. Il “ragioniamoci sopra” diventa autobiografia

Accetta la parodia di Crozza, ne prende la tag line e la converte in serio spunto di riflessione. È la mossa editoriale di Luca Zaia.  La stagione delle autobiografie,  dopo il M5s, contagia anche la Lega. Con Ragioniamoci sopra. Dalla pandemia all’autonomia, il governatorissimo del Veneto sbarca nelle librerie: appuntamento a sabato 20 novembre, quando presenterà il volume alla Lovat di Villorba (Treviso), a due passi dalla sua Conegliano.

    

   

Non è la prima volta di Zaia autore: già nel 2010 aveva pubblicato un saggio sull’agricoltura, frutto della sua esperienza da ministro. Quell’anno aveva lasciato la carica proprio per poter diventare presidente della regione. Un governo che dura tuttora, vola a percentuali bulgare e anzi esce consolidato dall’emergenza sanitaria. Per questo Zaia ha deciso di scrivere: “Chi è convinto di trovare qui un manifesto politico rimarrà deluso“, si legge nella descrizione del libro edito da Marsilio, già prenotabile su Ibs e in commercio online dal prossimo 18 novembre. “L’unico fine di questo libro è fissare alcuni pensieri nero su bianco, un modo per esprimere, alla luce di un’appassionata esperienza al servizio della mia comunità, riflessioni sollecitate dai tanti accadimenti che hanno segnato il mondo in questi due anni”.

 

L’altro grande argomento è “la madre di tutte le battaglie”, quell’autonomia regionale tanto rivendicata da Zaia e dagli altri governatori leghisti del nord. Poi non mancano passaggi sulle origini dell’amministratore – “mi definisco così perché tale mi sento” -, dall’incontro con la Liga al legame con il territorio. Insomma, lo dice Zaia stesso, niente a che fare col potenziale vademecum di un ‘altro’ Carroccio: quello dell’Italia pragmatica e produttiva, modello alternativo al sovranismo sbrodolone di Salvini che ha portato all’escalation con Giancarlo Giorgetti. Non a caso, mentre qualche giorno fa il leader della Lega rimbrottava il suo vicesegretario, il moderato Zaia si è schierato con Matteo. Forse spiazzando più di qualcuno, ma tant’è: se svolta mai ci sarà, non è questo il momento. C’è da riempire gli scaffali.

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