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La Cina si prepara alla guerra anche nel Metaverso

L’analisi di Francesco D’Arrigo, direttore dell’Istituto Italiano Studi Strategici

 

Le potenze scientifiche e militari del mondo stanno spendendo miliardi di dollari nella Ricerca sull’informatica quantistica e per trasformare il Metaverso in realtà. La Cina, che negli ultimi anni sta registrando diversi e notevoli progressi, si sta guadagnando la leadership anche in questi settori.

Nel 2020, il Prof. Pan Jianwei vice presidente dell’Università della Scienza e della Tecnologia della Cina e vice presidente di uno dei partiti politici sotto la diretta direzione del Partito Comunista Cinese (PCC), ha condotto le prime comunicazioni quantistiche Terra-Spazio, utilizzando il satellite Micius, per creare un collegamento dati ultra sicuro tra due stazioni di terra separate da più di 1.000 miglia.

Lo scorso ottobre, il processore quantistico cinese Zuchongzhi 2 da 66 qubit avrebbe completato un calcolo 1 milione di volte più velocemente del processore Google Sycamore da 53 qubit. Il processore è stato sviluppato da un team di ricercatori del Centro cinese per l’eccellenza nell’informazione quantistica e nella fisica quantistica, in collaborazione con lo Shanghai Institute of Technical Physics e lo Shanghai Institute of Microsystem and Information Technology.

Questi risultati derivano dall’enfasi posta dal Governo di Pechino sull’informatica quantistica, investendo 10 miliardi di dollari ed aumentando la spesa nazionale in ricerca e sviluppo del 7% rispetto all’anno precedente, per sostenere la nascita di tantissime Start-up ed aziende tecnologiche per lo sviluppo del settore e del Metaverso.

Per fare un paragone, il governo degli Stati Uniti nel 2018 ha dedicato “solo” 1,2 miliardi di dollari alla ricerca sull’informatica quantistica nell’ambito di una nuova strategia nazionale ma, nel tentativo di colmare il gap, l’anno scorso il Senato ha approvato un disegno di legge per creare una Direzione della Tecnologia e dell’Innovazione presso la National Science Foundation, stanziando 29 miliardi di dollari per il quinquennio 2022 – 2026, per la ricerca sull’informatica quantistica e sull’intelligenza artificiale.

Applicazioni industriali, sociali e militari dell’ecosistema Metaverso

Sebbene non ci sia ancora una definizione universalmente riconosciuta per il Metaverso, in quanto continua ad evolversi e a svilupparsi, secondo Stylianos Mystakidis dell’Università di Patrasso “il Metaverso è l’universo post-realtà, un ambiente multiutente perpetuo e persistente che fonde la realtà fisica con la virtualità digitale”. Altri si sono riferiti ad esso come un “Internet fisico dove non si guarda solo il contenuto, ma si diventa una persona umana in un’altra dimensione”.

In una fase così precoce dello sviluppo del metaverso è difficile valutare quale impatto avrà sulla politica, l’economia, le norme internazionali, la sicurezza nazionale e la società nel suo complesso.

In generale, il settore privato attribuisce al concetto di metaverso obiettivi di competizione commerciale la cui crescita può sviluppare un nuovo modello di economia digitale, e colossi come Sony, Lego, Apple, Google, Microsoft, Meta stanno investendo miliardi di dollari per materializzarlo secondo i propri obiettivi.

I governi, invece, guardano al concetto di metaverso da una prospettiva diversa, focalizzata sull’impatto strategico, socioeconomico e sulle potenziali minacce alla sicurezza nazionale. Come sempre accade nello sviluppo di tecnologie innovative, l’interazione tra gli interessi economici con quelli istituzionali è rappresentato dall’industria della Difesa.

Le guerre del futuro, siano esse militari che economiche, saranno sempre più direttamente inficiate dalla Information Warfare, e cioè dalla capacita di influenzare, per migliorare (o degradare) l’efficienza del processo decisionale di uno Stato (competitor commerciale e/o nemico). La massima efficienza teorica del processo decisionale dipende dalla strategia usata per generare informazioni dai dati (Big Data), dalla quantità e dalla qualità dei dati disponibili e dalla quantità di ambiguità contenuta nei dati utilizzati.

In tale contesto il governo di Pechino considera i Big Data come un fattore di produzione strategico e ne esercita il controllo totale su quelli raccolti dalle aziende tecnologiche cinesi. Un esempio evidente è rappresentato dalle diffusissime piattaforme e App TikTok, Alipay di Ant Group, WeChat Pay, QQ Wallet di Tencent Holdings Ltd, Tencent QQ, CamScanner, SHAREit, VMate, capaci di catturare i dati di miliardi di utilizzatori che le hanno scaricate sui loro dispositivi, di comprenderne i bisogni e potenzialmente influenzarne il processo decisionale, soprattutto di giovani e giovanissimi.

L’approccio cinese agli algoritmi, all’intelligenza artificiale, ai dati biometrici ed alle tecnologie apparentemente friendly ma in grado di trasformarle in uno strumento dual-use minaccioso, incontrollabile ed improntato su una interazione non democratica tra informazione, tecnologia, potere e intelligence rappresenta una forte preoccupazione per le Amministrazioni degli Stati Uniti.

La minaccia di quella che si sta trasformando in una vera e propria guerra cognitiva è così alta che per proteggere le vulnerabilità della sicurezza cibernetica e quella degli utenti americani, l’amministrazione Trump nel 2020 ha emesso un ordine esecutivo concernente le limitazioni di utilizzo di alcune di queste App. Nel dicembre 2021 anche l’amministrazione Biden, attraverso il Bureau of Industry and Security del dipartimento del Commercio Usa ha imposto sanzioni a diverse aziende tecnologiche cinesi per “impedire l’uso improprio della biotecnologia e di altre tecnologie statunitensi da parte della Repubblica popolare cinese per sostenere sistemi di sorveglianza e la modernizzazione militare che minacciano la sicurezza nazionale”.

Il Ruolo dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) nel Metaverso

In un articolo del PLA Daily, pubblicato lo scorso 3 marzo 2022, intitolato “Metaverse: the new heights of future cognitive warfare” (”Metaverso: le nuove vette della futura guerra cognitiva”), gli autori Chen Dongheng, Di Chan e Feng Yaru descrivono una loro Ricerca sull’estensione della guerra cognitiva nel metaverso.

Gli autori dell’articolo sono dei ricercatori dell’Istituto di lavoro politico militare, Accademia delle scienze militari, l’istituto di ricerca più importante dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA), direttamente subordinato alla Commissione Militare Centrale del Partito Comunista Cinese. L’articolo descrive gli studi che il PLA sta conducendo sul metaverso e sulle potenziali applicazioni militari ed i futuri scenari di guerra che coinvolgeranno questa alta tecnologia emergente.

I ricercatori dell’Accademia di scienze militari descrivono il metaverso come un mondo cognitivo altamente sviluppato, ed anche se virtuale, come un’estensione della realtà. Secondo i loro studi, il metaverso fornisce uno spazio cognitivo parallelo che gemella digitalmente scenari di combattimento reali, dove la guerra cognitiva può essere condotta in modo efficace e potenziata a ritmi esponenziali. Da un lato riconoscono i potenziali benefici sociali ed economici del metaverso, dall’altro anticipano anche che sarà un altro ecosistema soggetto ad attacchi e conflitto. “Attaccando il metaverso di un avversario (e nella guerra cognitiva più in generale) si può influenzarne il pensiero, la cognizione ed il processo decisionale”.

I tre ricercatori definiscono la guerra cognitiva come la fusione di sistemi d’arma con l’intelligenza artificiale per produrre nuove capacità di combattimento. Il concetto include l’uso di sciami di droni, guerra elettronica, missili ipersonici, piattaforme che cambiano, che si trasformano e si autorigenerano, aerei stealth senza pilota, aree di “invisibilità” infuse di biomateriali, sistemi d’arma e strutture di deception (inganno) stampate in 3D sul campo di battaglia. Armi futuristiche che saranno in grado di riconoscere, reagire e adattarsi senza soluzione di continuità in ogni scenario, conducendo le missioni senza alcun intervento umano.

Analizzando gli studi che l’Esercito Popolare di Liberazione della Cina sta conducendo, l’Air Force China Aerospace Studies Institute, ritiene che Pechino si stia preparando alla guerra nel metaverso.

Secondo un rapporto del think tank statunitense, la cui missione è quella di analizzare la strategia, la dottrina, le capacità e l’organizzazione delle forze aerospaziali della Cina, le Forze armate cinesi vedono il metaverso come un futuro campo di battaglia per un conflitto cognitivo avanzato che una volta si pensava fosse limitato al regno della fantascienza. L’esercito cinese prevede tre tipi di confronto nel metaverso.

Il primo è un “confronto di piattaforma” che coinvolge le forze ostili che utilizzano il metaverso per attacchi cognitivi o la difesa per interrompere, ritardare, dissuadere, distruggere ed eliminare le forze metaverse avversarie. Il secondo è la “catena di approvvigionamento e sistemi” attacchi che bloccheranno i sistemi chiave e il funzionamento tecnico del metaverso nemico, ed il terzo la “deviazione indiretta” – compromettendo i dispositivi tecnologici di comunicazione e utilizzando l’inganno per alterare il funzionamento di un sistema metaverso nemico.

L’articolo dei ricercatori dell’Accademia delle scienze militari rivela già i possibili attacchi ed i potenziali danni che potrebbero essere causati dalla guerra cognitiva nel metaverso, che diventerà un obiettivo primario nei teatri di guerra futuri.

L’alleanza Russia – Cina da un lato e gli Stati Uniti con la Nato dall’altro, sembrano destinati ad una inevitabile competizione tra visioni geopolitiche non conciliabili e ad un inevitabile scontro che speriamo ritorni ad essere pacifico. Pur essendo ancora agli albori, il metaverso diventerà in futuro un riflesso della società reale e gli enormi interessi strategici ed economici che lo caratterizzano saranno un’altra delle molte aree di conflitto tra potenze.

Per questi motivi il settore della tecnologia dell’informazione è già stato identificato come infrastruttura critica degli Stati Uniti ed il metaverso ne farà parte quando sarà operativo.

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