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Infermieri radiati dall'Albo: dopo 5 anni possono essere riammessi, ma nel frattempo non possono lavorare.

Dopo la radiazione dall’Albo degli Infermieri deciso dall’OPI di Foggia e comunicata agli iscritti interessati dal provvedimento disciplinare e alle aziende sanitarie di appartenenza si è aperto in tutta Italia il dibattito sul caso. Ben 10.000 colleghi rischiano di rimanere senza professione e soprattutto senza lavoro.

Ma cos’è la radiazione?

La radiazione dall’Albo è pronunciata contro l’iscritto/a che con la sua condotta abbia compromesso gravemente la sua reputazione e la dignità della professione infermieristica.

Altre cause di radiazione dall’Albo professionale sono le condanne per i reati previsti dal Codice Penale.

Dopo 5 anni l’Infermiere radiato può essere riammesso nell’Albo.

Il sanitario radiato dall’Albo può essere rescritto, purché‚ siano trascorsi cinque anni dal provvedimento di radiazione e, se questa derivò da condanna penale, sia intervenuta la riabilitazione.

In ogni caso deve risultare che il radiato ha tenuto, dopo la radiazione, irreprensibile condotta.

Sull’istanza di re-iscrizione provvede il Consiglio con la osservanza delle disposizioni relative alle iscrizioni.

L’azione disciplinare si prescrive in cinque anni.

Nei procedimenti disciplinari dinanzi ai Comitati Centrali delle Federazioni, ai sensi dell’articolo 15, lettera g), del Decreto Legislativo 13 settembre 1946, n° 233, ed in quelli dinanzi alla Commissione Centrale, ai sensi dell’articolo 18, lettera b), dello stesso decreto, si osservano le precedenti disposizioni del presente Capo.

L’incolpato può essere sentito per rogatoria nelle fasi istruttorie del procedimento.

Si osservano le disposizioni dei precedenti articoli per quanto riguarda le facoltà attribuite ai prefetti e ai procuratori della Repubblica relativamente ai giudizi a carico dei sanitari iscritti nell’Albo e le comunicazioni da farsi alle medesime autorità.

Perché sono stati radiati gli Infermieri dell’OPI di Foggia?

A quanto si è appreso al Capo II della Legge 3/2018 relativa agli albi professionali, art. 5, comma 2, si legge chiaramente che per l’esercizio di ciascuna delle professioni sanitarie, in qualunque forma giuridica svolto, è necessaria l’iscrizione al rispettivo albo. Ed al successivo art. 6 elenca i casi in cui è prevista la cancellazione dall’albo professionale, pronunziata dal Consiglio direttivo, d’ufficio o su richiesta del Ministro della salute o del procuratore della Repubblica, nei casi di perdita del godimento dei diritti civili; di accertata carenza dei requisiti professionali; di rinunzia all’iscrizione; di morosità nel pagamento dei contributi previsti dal presente decreto e di trasferimento all’estero.

Non vi è alcuna possibilità di presentare ricorso.

Secondo quanto ricostruito da AssoCareNews.it i soggetti radiati non hanno alcuna possibilità di essere riammessi nell’Albo sempre che non riescano a dimostrare con documenti alla mano che l’OPI si è sbagliata. In questo caso si può contattare direttamente l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di riferimento, di chiedere un incontro con il Presidente e di farsi accompagnare da un legale esperto nel settore.

Non serve ricorrere al CCEPS, ovvero la Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie.

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