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In Italia, nasce il Distretto delle Città Creative Unesco per la gastronomia

Cos’hanno in comune Alba, Bergamo e Parma? Il buon cibo. Come molte altre città d’Italia, del resto. Solo che queste tre città hanno un comun denominatore ovvero il fatto di essere state inserite nella lista delle Città Creative dall’Unesco per la gastronomia.

La prima ad aver ricevuto la prestigiosa nomina era stata Parma nel 2015, seguita da Alba nel 2017 e infine da Bergamo nel 2019. E dalle tre città è nata l’idea di creare un Distretto delle Città Creative Unesco per la gastronomia con programmi e iniziative comuni che nascerà ufficialmente il prossimo 21 ottobre.

I Sindaci dei tre Comuni, Bergamo (Giorgio Gori), Parma (Federico Pizzarotti) e Alba (Carlo Bo), accompagnati dall’assessore al Turismo di Alba, Emanuele Bolla, si sono incontrati nella Capitale delle Langhe per definire le linee guida della loro futura collaborazione. In questa occasione, tutti hanno evidenziato come fare rete in questo momento abbia ancora più importanza, per il rilancio del turismo, enogastronomico e non solo, lasciandosi alle spalle l’emergenza pandemica e ripartire.

Alba e il suo centro storico

Il centro storico di Alba

Lo scopo comune è proporre nel panorama turistico internazionale Alba, Bergamo e Parma come un unico grande distretto gastronomico, con l’impegno a tradurre in iniziative concrete il patto di amicizia siglato. Dal punto di vista culinario, le tre città sono famose per i loro tortellini, che ad Alba si chiamano “plin” (“pizzicati”), a Bergamo “casoncelli” e a Parma “tortelli”. Un punto di partenza comune che getta le basi naturali di una proficua collaborazione. Poi naturalmente, ciascuna città ha le proprie eccellenze che tutti noi conosciamo.

La rete delle “Creative Cities” Unesco ha tra i suoi obiettivi quello di funzionare come laboratorio di idee e di esperienze innovative intese a capitalizzare il potenziale di cultura e creatività per lo sviluppo urbano sostenibile. Comprende diverse aree tematiche: gastronomia, letteratura, design, media arts, musica, arti e artigianato, film. Ciascuna città aderisce scegliendo un ambito di riferimento, ma impegnandosi anche in attività e progetti trasversali che coinvolgono gli altri settori.

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Piazza Duomo a Parma

Ogni quattro anni, le Città Creative sono tenute a presentare un rapporto per dimostrare l’impegno verso l’attuazione della missione, presentare un nuovo piano d’azione per i successivi quattro anni, fornire un panorama dell’impatto della designazione e incoraggiare lo sviluppo di ricerche sulle esperienze delle Città Creative.

Nel mondo esistono 246 città che possono vantare questo titolo conferito dall’Unesco e che attualmente fanno parte della rete collaborando a un obiettivo comune ovvero fare della creatività e dell’industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e collaborare attivamente a livello internazionale.

Per quanto riguarda la gastronomia, nel nostro Paese sono solo tre le città, Alba, Bergamo e Parma, appunto, che possono fregiarsi di questo titolo.

Bergamo e i cento rintocchi

Bergamo, piazza Vecchia con l’antica Torre Civica

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