il-tenore-malato-di-sla,-la-poesia-negli-occhi-di-dario-meneghetti

Il tenore malato di Sla, la poesia negli occhi di Dario Meneghetti

È iniziata perdendo l’equilibrio, inciampando sui ponti di Venezia, senza capire perché. Aveva 43 anni, era all’apice della vita e stava realizzando il suo sogno: artista nel coro del Teatro La Fenice di Venezia. Le tournèe, i grandi teatri, i direttori celebri. Poi il black-out. E quella diagnosi, Sla, che suona come una condanna.

Ma Dario Meneghetti, tenore veneziano classe 1970, non si è mai arreso. La malattia è progredita veloce dal 2013, prima le articolazioni, poi la parola. Ha continuato a lavorare finché è stato possibile. Nel 2018 ha perso la voce, il suo strumento di lavoro e comunicazione. I medici gli avevano dato al massimo cinque anni. Ne sono passati nove e Dario resiste. La sua finestra sul mondo è un puntatore ottico. Così scrive e guarda la vita che gli accade davanti.

Non lavora più, Dario Meneghetti. Ma il suo teatro non l’ha dimenticato. Per questo ha scelto di supportare la sua causa con un concerto, tenuto dai suoi ex colleghi nelle Sale Apollinee della Fenice, e con la vendita dei suoi libri nel bookshop del teatro.

Teatro La Fenice

La poesia è infatti oggi il suo mezzo per guardare al futuro. Ma Meneghetti non è un uomo malato che ha trovato un rifugio, già negli anni Novanta aveva iniziato aderendo ad una fanzine surrealista veneziana, Limbranauta. Dalla scoperta della malattia l’ex tenore ha scelto di guardare con implacabile oggettività al suo male. L’esordio, per Zona, nel 2019 avviene con Poesie Slatenti. Poi vengono pubblicate le raccolte Anima Parvula, Poesie scelte, Killertagno e In guscio di luna.

«Quando Dario non ha potuto più parlare abbiamo immaginato questo spettacolo per dare voce alle sue poesie e al suo passato», spiega Manuela Marchetto, ex corista alla Fenice che ha montato lo spettacolo, «abbiamo immaginato così di mescolare le sue poesie ad alcuni numeri musicali che sono nati proprio dai suoi testi». Una collezione di immagini e musica per restituire il senso del presente di Dario Meneghetti, un presente di indicibili limitazioni ma, non è scontato, di speranza nella scienza. 

Related Posts

Lascia un commento