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Il Papeete senza Salvini, il patron: “Ho detto io a Matteo di non venire”. Meloni? “Una moda. Passerà”

dal nostro inviato – Nessuno lo cerca in consolle, colle salviniano dei fatali destini italici nell’estate 2019. Qui si va di sudamericano, altro che Inno di Mameli o peggio ancora Fratelli d’Italia. “Iniziamo con il disco aperitivo verso le 17”, avvisano dalla torretta mitologica del Papeete, feticcio allegorico del suicidio politico, da cui tutti stanno alla larga, lettera scarlatta con il rum. Ultima domenica di fine luglio nello stabilimento simbolo ormai di tutte le cadute dei governi.

 

Matteo Salvini stasera sarà a Cervia alla festa della Lega qui vicino, ma non vuole farsi vedere sotto i rinomati ombrelloni, figurarsi con il drink in mano. “Sono stato io a dirgli di non venire per evitare rogne e attacchi”, dice al Foglio Massimo Casanova, patron del Papeete ed europarlamentare della Lega, “ma io sono salviniano”.

Siccome alla fine un governo è caduto anche quest’anno in piena estate, bisognerebbe capire a chi accollare questa volta il Papeete del nostro scontento. Per il M5s di Giuseppe Conte e la sua cassa di risonanza è stato quello di Mario Draghi addirittura; per Luigi Di Maio, neo leader di Impegno civico con sfumature francescane (nel senso del Papa) è stato il Papeete di Conte; per Enrico Letta e Carlo Calenda il simbolo balneare dello strappo con ghiaccio e menta è da addebitare a Lega, Forza Italia e M5s. Che caos.

 

Unica certezza: il mojito funziona sempre, stordisce al primo bicchiere quanto basta. Dieci euro: rum bianco, zucchero di canna, pestato di menta, lime e soda. “La nostra ricetta è mitica”, assicurano al bancone del bar. Da dove ormai partono assalti a Palazzo Chigi, ma anche a quel tavolo di ragazze milanesi tutte elettrizzate per questo un addio al nubilato. “Francesca si sposaaaaaa”, brindano ai tavoli de La Pluma, ristorante dello stabilimento.

Dove ecco spuntare tracce di salvinismo purissimo. C’è Casanova (“sono stato con Matteo al compleanno della Francesca questa notte, lo rivedrò stasera, poi dalla settimana prossima campagna elettorale: Puglia, Basilicata e Lampedusa”), ma anche Stefano Bolognini, giro magico del Matteo nonché assessore regionale al Pirellone.

 

Gira un sondaggio di Affari italiani che dà la Lega al 17 per cento. Al tavolo si punta all’aggancio di Giorgia Meloni. “Fratelli d’Italia? Sono mode, vedrete vi stupiremo”, dice Casanova. L’europarlamentare, che non si candiderà alle politiche perché a Strasburgo sta benissimo, è contento come una Pasqua per la fine di Mario Draghi: “Certo, ho pianto per tre giorni”. Risate. Brindisi. Girano petti turgidi, bicipiti guizzanti, tatuaggi importanti, tanga impegnativi. “Qui ci sono solo italiani”. Niente russi?  Niente ombre moscovite? “No, al massimo un moscow mule”, avvisano all’ingresso del Papeete, rifatto quest’anno, dove un ombrellone e due lettini costano 40 euro al giorno. “Ma oggi siamo pieni”. Non c’è un posto nemmeno per Salvini, fantasma balneare, convitato di sabbia, di questo lido così allegro e alla fine apolitico, perché segue l’onda e dunque la moda. Quanti ricordi, quanti pieni poteri ghiacciati.

Stasera c’è Salvini a Cervia, verrete? “Macché, la politica non ci interessa. In contemporanea c’è Patty Smith”, rispondono due ragazze di Rimini prima di spalmarsi sotto il sole. La campagna elettorale difficilmente passerà da qui. Salvini cerca un’aria nuova. Ecco perché nel pomeriggio si fionda a Bellaria per godersi le frecce tricolori.

 

 

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