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Il palio giudiziario di Mps, medici al Tg1, superbonus malus, polizze amare

Superbonus, Tg1, Rai, Vodafone, Fastweb, Ucraina, Russia, guerra e non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Startmag

 

 

POLIZZE AMARE

 

SUPER ALLARME SUL SUPERBONUS

 

AGENDA PUTIN

FORMATORI BRITANNICI

 

TACCUINO MILITARE

 

BILANCI UCRAINI

 

PUNTO LIMES

 

SCAZZI SPAZIALI PER MUSK

 

VETI MAGIARI

 

MEDICI AL TG1

 

VODAFONE VINCE SU FASTWEB

 

UN MONTE DI GUAI

 

GIORNALISMI

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DI REPUBBLICA SUL SUPERBONUS:

Siamo al paradosso: ci sono migliaia di imprese che rischiano di fallire per crediti». Stefano Crestini, imprenditore edile artigiano di Prato, camuffa in una battuta col suo accento toscano una realtà che Federica Brancaccio, neo presidente Ance, dipinge come «la tempesta perfetta sul settore delle costruzioni», con il rischio di «costi sociali inimmaginabili». Il problema è noto: il blocco del mercato dei crediti fiscali legato agli interventi edilizi, in primis il Superbonus 110%, lascia le imprese con il cassetto fiscale pieno di crediti che non riescono più a monetizzare. Perché le banche, Poste o Cdp faticano a comprarli. Queste, infatti, hanno esaurito il loro spazio fiscale: non potendoli portare in compensazione delle loro tasse, non ne prendono di nuovi. A un mese dalla pubblicazione del decreto Aiuti, che pure ha provato a smuovere le acque, il giro non è ripartito: gli istituti aspettano l’iter di conversione per capire quale sarà il quadro definitivo delle norme, magari con qualche ulteriore aggiustamento che i partiti hanno già messo sul tavolo. I dati Enea raccontano di lavori autorizzati per il 110% che crescono a un ritmo costante, circa 3 miliardi al mese da febbraio in poi: la previsione di spesa di 33,3 miliardi al 2036, indicata dal governo con la legge di Bilancio, era già superata di 400 milioni a fine maggio. Come mai, allora, tutti lamentano il blocco di fatto? Stefano Betti, imprenditore edile in Emilia Romagna, spiega che «i dati caricati all’Enea si riferiscono ai cantieri di febbraio-marzo: c’è un fisiologico ritardo nelle autorizzazioni, il rallentamento lo vedremo solo tra qualche mese»

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