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Il governo riformerà il Bonus cultura. Meloni: “È ingiusto concederlo ai redditi alti”

La premier nel secondo appuntamento sui suoi profili social: “Sul tetto al contante abbiamo la stessa linea dell’Ue. Sull’immigrazione non ci sarà alcun cambio di rotta”. E difende l’esecutivo: “Nulla potrà fermarci”

Parla per oltre venti minuti di fronte alla telecamera, alle sue spalle un albero di Natale illuminato da luci intermittenti. Giorgia Meloni aggiorna la lista degli Appunti di Giorgia, il format inventato da Tommaso Longobardi, guru della comunicazione di Fratelli d’Italia. E nel secondo appuntamento, introdotto mostrando gli sticker apposti sull’agenda dalla figlia Ginevra, spazia tra gli argomenti più disparati: legge di Bilancio, contrasto all’immigrazione illegale, ruolo dell’Italia nel mondo, rispondendo alle critiche giunte all’indirizzo del governo nel corso degli ultimi giorni. “Quest’anno l’economia italiana cresce più di quella tedesca, francese e spagnola. Il segno che anche nelle difficoltà le nostre imprese possono fare la differenza”, dice elencando le buone notizie della settimana. Tra cui include l’esclusione, a livello europeo, di vino e carne dalla lista nera degli alimenti nocivi. “Un successo decisivo per il made in Italy”, è la considerazione della premier.

Meloni inizia poi ad argomentare le ragioni per cui il governo “difende le scelte fatte”, al punto tale che “nulla potrà fermarci. Salvo ovviamente le elezioni e il consenso degli italiani”. E così si passa alle rimostranze giunte per esempio dalla Banca d’Italia sul tetto al contante e l’utilizzo del pos. A tal proposito Meloni mostra una vecchia lettera del 2019 in cui la Bce ammoniva il governo italiano (era il Conte due) dal fissare un tetto all’utilizzo del contante troppo basso. “La scorsa settimana, poi, il Consiglio europeo ha fissato a 10mila euro il limite al contante. Cosa vuol dire, che l’Unione europea favorisce l’evasione?”, ha aggiunto Meloni.

Nelle pieghe della manovra finanziaria, invece, la premier ha difeso la flat tax fino agli 85mila di fatturato (“Favorisce le partite iva invece che i dipendenti? È falso”), così come ha spiegato perché il Bonus cultura ai 18enni va rivisto. “Trovo ingiusto che al compimento dei 18 anni vada a tutti, anche ai redditi più alti, come ai figli dei parlamentari, a mia figlia”, ha specificato. “Per cui va rivisto, anche cercando di combattere le truffe”.

Sull’immigrazione Meloni ha avvertito che “non ci sarà alcun cambio di rotta”, ricordando il vertice europeo di Tirana a cui ha partecipato la settimana scorsa (“pensate, l’incontro si teneva in Piazza Italia e in uno stadio costruito da un italiano. Segno che l’Italia può essere centrale nel mondo”).

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