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I sindacati sono soddisfatti dell’incontro con Draghi. Peccato che il governo sia a fine corsa

Anche se politicamente conclusa, l’esperienza di Mario Draghi come premier non è ancora finita. Si devono portare avanti gli affari correnti, per permettere al paese di proseguire nel percorso di riforme e crescita in vista del nuovo esecutivo che nascerà dopo il 25 settembre. Tra i compiti rimasti a Draghi, oggi c’è stato quello di incontrare i sindacati e parti sociali. C’erano diversi temi in discussione in vista del decreto aiuti bis, che dovrebbe quindi arrivare in Consiglio dei ministri la settimana prossima.

   

“Confermo la volontà del governo di non abbandonare i lavoratori, i pensionati, le imprese”, ha detto Draghi dopo aver incontrato i segretari di Cgil, Cisl e Uil a Palazzo Chigi insieme ai ministri Franco, Giorgetti, Patuanelli, Orlando e Brunetta e il sottosegretario Garofoli. Draghi ha anche ricordato che le risorse a disposizione del prossimo decreto “non sono banali” dato che verranno utilizzati 14,3 miliardi di euro, come emerso dalla relazione approvata ieri in Consiglio dei ministri e presentata al Parlamento. Inoltre il bonus da 200 euro verrà allargato anche alla platea dei lavoratori precari e stagionali e prosegue il lavoro su un intervento di decontribuzione strutturale del lavoro.

   

Con il nuovo decreto, il governo desidera realizzare pochi interventi su pochi temi importanti, utilizzando gli spazi fiscali disponibili soprattutto per prorogare gli interventi già eseguiti in precedenza. L’obiettivo finale è contenere i costi dell’energia per le famiglie e le imprese, restituendo all’economia italiana le risorse ottenute dalla pubblica amministrazione tramite le maggiori entrate dei primi mesi dell’anno.

 

I sindacati sono insolitamente soddisfatti dell’impegno economico che si è preso il governo. Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl, ha apprezzato il fatto che “il governo ha confermato, nonostante la crisi, la promessa che aveva assunto nei confronti dei sindacati quando decidemmo di reincontrarci prima che il decreto Aiuti bis andasse in Consiglio dei ministri. Il governo ha mantenuto la parola, indicato la dote finanziaria e ascoltato le nostre sollecitazioni”.

   

All’uscito dall’incontro anche Maurizio Landini era contento: “Consideriamo importante il fatto che il Governo si è impegnato a erogare il bonus da 200 euro di luglio anche a quei lavoratori precari e stagionali che erano stati esclusi. Questa è stata una nostra richiesta” e rappresenta una scelta apprezzabile.

   

Benché i contenuti del decreto debbano ancora esseri resi noti, Landini ha già commentato anche il lavoro che il governo dimissionario sta facendo per ridurre in modo strutturale i contributi previdenziali che appesantiscono il costo del lavoro dipendente e aumentare quindi le retribuzioni nette. Il provvedimento dovrebbe coprire il periodo da luglio a dicembre. “Hanno accolto una serie di nostre richieste, credo che l’incontro di oggi vada nella strada giusta anche se le entità e le quantità non sono ancora note”. Secondo Pierpaolo Bombardieri (Uil) c’è anche un altro aspetto “positivo” e riguarda la scelta del governo di anticipare la rivalutazione delle pensioni a gennaio.

  

I sindacati, quindi, gioiscono per l’incontro con Draghi e apprezzano – anche con un certo stupore – la serietà con cui il premier in uscita stia completando gli incarichi rimasti e la sua determinazione. E’ una delle prime volte in cui le parti sociali gioiscono dopo un colloquio con l’ex governatore della Bce. Resta solo un grande rimpianto: che questi toni e questa collaborazione non si siano visti prima, quando Draghi era ancora pienamente al governo e quando avrebbe potuto ottenere più risultati se i sindacati si fossero dimostrati più collaborativi.

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