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I borghi più sostenibili d’Italia, dove fare esperienze “local”

In alcuni dei Borghi più belli d’Italia si possono fare delle esperienze davvero “local”. E questo grazie a un accordo stipulato con i Coltivatori di Emozioni, la prima piattaforma italiana di social farming, che ha lo scopo di salvaguardare il patrimonio agricolo nazionale attraverso un sistema di sostegni agli agricoltori, veri custodi delle antiche tradizioni agroalimentari italiane.

Ciascuno di noi può sostenere un agricoltore, anche a livello individuale, trascorrendo un giorno o un weekend in un borgo. Tra le varie forme di sostegno, ci sono le “experience”, che offrono a turisti la possibilità di scoprire le tradizioni e le eccellenze agricole di un territorio e dei suoi piccoli borghi, partecipando attivamente alla vita dell’azienda.

Tantissimi sono i borghi dell’associazione dei Borghi più belli d’Italia che hanno aderito e tante anche le esperienze che si possono fare. Ecco alcuni esempi e dove andare.

I borghi e le esperienze

A Castelnoceto, nel Monferrato, si può diventare “Tartufaio per un giorno”, passeggiando nei boschi insieme ai cani da tartufo e al cavatore, che spiegherà le dinamiche legate alla ricerca del famoso e prezioso tubero. Non manca una degustazione e aperitivo a base di funghi e tartufi in agriturismo. Il periodo in cui si può fare questa esperienza va da aprile a gennaio.

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L’esperinza della raccolta dello zafferano in Abruzzo ©CdE Cooperativa Altopiano Navelli

Si può provare a fare il coltivatore di zafferano a Navelli, in Abruzzo, detto anche il borgo dell’oro rosso, insieme al Consorzio per la Tutela dello Zafferano dell’Aquila DOP: si assiste alla raccolta dello zafferano, con i suoi magnifici fiori viola, e alle fasi di lavorazione con tanto di degustazione. Questa esperienza si può fare tutto l’anno.

Sempre in Abruzzo, ma ad Anversa, tra il Parco della Majella, il Parco Nazionale d’Abruzzo e la Riserva Regionale delle Gole del Sagittario, si può trascorrere “Un giorno da pastore” nel Bio-agriturismo La Porta dei Parchi, famoso per aver rilanciato la transumanza promuovendo un modello di agricoltura multifunzionale e sostenibile basato su un approccio biologico e tradizionale. L’esperienza comprende un’uscita al pascolo con il gregge, il pranzo in fattoria e il laboratorio “dal latte al formaggio”. Si può fare tutto l’anno.

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Un giorno da pastore in Abruzzo ©CDE Gallo Larino Abruzzo

Nella Tuscia laziale si può fare l’orticultore per imparare le tecniche di preparazione del terreno, modalità e tempi di semina per preparare un orticello o seminare in vasi da portare a casa. A “Sutri con l’orto di Vi” (Vi sta per Viviana che insegna queste tecniche) si raccolgono i prodotti freschi dell’orto, si passeggia con le caprette e si fa una sostanziosa merenda del contadino. Si può fare tutto l’anno.

In Sicilia, si può fare il coltivatore di cipolle: nell’azienda agricola La Collina degli Iblei, oltre a mandorle e grani antichi si coltiva la Cipolla di Giarratana, che ha reso famoso questo minuscolo Comune. Si assiste alla fase di raccolta e incassettamento e si cena a base di “scacce”, le conserve di cipolle e i prodotti tipici dell’azienda. La Val di Noto, con le sue perle barocche, e Ragusa sono a pochi chilometri, per un fine settimana completo e appagante. L’esperienza si fa da giugno a settembre.

Per chi cerca il benessere, l’azienda BioSannio di Castropignano, in provincia di Campobasso, propone “Apiario del Benessere a Oratino”: si tratta di strutture di legno con panche per rilassarsi dove sotto sono posizionate le arnie a conduzione biologica. L’atmosfera che hanno ricreato all’interno dell’apiario è quella tipica di un alveare: calda, profumata e accogliente. Esperienza unica, suggestiva e multisensoriale alla scoperta del mondo delle api e della loro importanza, anche attraverso l’attività didattico-formativa per grandi e bambini.

Sempre per chi ama le api, nel borgo di Viggianello, in Basilicata, l’azienda Serra del Prete propone una giornata dedicata alle api, con visita dell’apiario, smielatura e degustazione. Si fa da maggio a settembre.

Chi desidera fare un po’ di attività fisica, può partecipare a un trekking a Carentino, nel Monferrato, tra i noccioli dell’azienda agricola I Bò, alla scoperta della fauna locale (caprioli, scoiattoli, cinghiali) e fare birdwatching. Per terminare con degustazioni di vini biologici, di prodotti dell’agriturismo a base di riso e anche una merenda sinoira – un’usanza tutta piemontese, uno spuntino tra metà pomeriggio e l’ora di cena – con vini e prodotti tipici dolci e salate fatti con nocciole TGT (tonda, gentile, trilobata) e Spa alle Terme di Acqui. Il periodo in cui si può fare questa esperienza va da aprile a ottobre.

Sempre in Piemonte, si può provare a essere “Viticoltore in Vho”, un borgo vicino a Tortona, che include un trekking tra i colli torinesi e la degustazione del vino degli antichi vigneti di Timorasso, di recente riscoperto grazie alle sue caratteristiche enologiche. Si può fare tra aprile e gennaio.

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Il borgo di San Leo, in Romagna

Agli appassionati delle due ruote è dedicata l’esperienza che si fa nel meraviglioso borgo di San Leo, nell’entroterra riminese: si visita l’antico forno di San Leo con un laboratorio di panificazione – e assaggio – e un’escursione in e-bike tra i sentieri dell’Alta Marmarecchia. L’organizza la cooperativa Fer-Menti da aprile a ottobre.

Da aprile a settembre, l’azienda vitivinicola TerraQuilia, nel borgo di Guiglia, in provincia di Modena, propone un “Trekking tra i vigneti in alta quota”, un percorso tra boschi e vigneti accompagnati da una Guida ambientale escursionista (GAE) fino alla terrazza panoramica detta Il balcone dell’Emilia. L’esperienza prevede anche una lezione di cucina durante la quale le sfogline – le signore che “tirano la sfoglia” armate di energia e mattarello – rivelano i trucchi per una pasta tirata a mano perfetta: si preparano garganella, farfalle, una pasta ripiena, come i tortellini, e si visitano anche le cantine. Si può fare da maggio a ottobre.

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Il borgo di Guiglia ©CdE Emilia Terraquilia

Per chi adora mettere “le mani in pasta”, a Castel San Pietro Romano, nel Lazio, si prepara il famoso Giglietto, biscotto tipico e Presidio Slow Food, oppure si può partecipare a una cooking experience all’interno del forno delle sorelle Fiasco. Sono previste anche la visita naturalistica e al museo diffuso.

Chi ama la vendemmia può optare per la Puglia con “Tralci di Fuoco Pugliese”, un soggiorno alla Tenuta San Nicola, a Novoli, in provincia di Lecce, dove si partecipa alle fasi della vendemmia, si fa merenda tra le vigne e si cena a base di prodotti pugliesi.

Oppure a Bonassola, in Liguria, dove si trova l’azienda vitivinicola Ca du Ferrà immersa in un contesto rurale con l’antico mulino che conserva una ruota originaria. Si fa da aprile a giugno.

L’olio è, invece, protagonista di “Castiglione del Lago, la perla del Trasimeno” in Umbria, con visita al frantoio locale e degustazione di prodotti tipici.

Particolarmente indicata per i più piccoli è l’experience “Fattoria didattica a Mercato Saraceno” all’Agriturismo Clorofilla, nella campagna romagnola, dove i bambini e i ragazzi, attraverso diversi laboratori, possono conoscere da vicino il mondo della campagna, il mondo degli animali (maiali, capre, conigli, galli e galline, oche, anitre, faraone) e imparare come nascono il pane, la pasta, il vino, come si coltiva un campo, si lavora la lana e come trascorre la giornata un contadino. Si può fare da maggio a ottobre.

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