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Guerra russo-ucraina, centinaia di bambini traumatizzati dal conflitto: ecco come vengono curati

Sono migliaia i bambini traumatizzati dalla guerra che da ormai quasi un anno tiene in ostaggio il loro Paese d’origine, l’Ucraina. Ecco come i loro traumi trovano sollievo

E’ un lavoro lungo e delicato quello affidato al gruppo di specialisti che sta seguendo un gruppo di bambini e bambine ucraini la cui vita è stata sconvolta dallo scoppiare della guerra. Il conflitto, cominciato lo scorso febbraio da parte della Russia di Vladimir Putin, ha distrutto infrastrutture, edifici e ospedali nelle principali città del Paese, rese ormai irriconoscibili dalle bombe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj (eletto l’uomo dell’anno” dal quotidiano britannico Financial Times) non si arrende alle minacce di Mosca. E resiste, insieme alla sua popolazione.

Il prezzo più alto di questa guerra lo pagano, però, come sempre i bambini. In tanti sono scappati dall’Ucraina, i più fortunati in compagnia di entrambi i genitori. La maggior parte dei quali, purtroppo solo insieme alla mamma: gli uomini sono infatti chiamati a combattere contro l’invasione russa. In tantissimi dall’Ucraina sono arrivati in Italia, dove, nei giorni immediatamente successivi allo scoppiare della guerra, si è attivata una macchina del soccorso e dell’assistenza per tutti coloro che varcavano il confine italiano e cercavano riparo presso parenti o amici connazionali che già vivevano qui.

Per questi bambini non c’è cura che possa cancellare i ricordi che purtroppo hanno già rovinato la loro infanzia. Ma un modo per alleviare le loro sofferenze c’è. Lo stanno studiando al Center for Social and Psychological Rehabilitation, un centro comunitario situato a Boyarka, un sobborgo a circa 20 chilometri a sud-ovest di Kiev.

Guerra russo-ucraina, così i bimbi combattono i loro traumi

Il personale di questo centro fornisce una terapia psicologica regolare a chiunque sia stato colpito in qualche modo dalla guerra. E per i più piccoli, il modo più dolce per aiutarli a tirar fuori i loro demoni e a combatterli, è quello della pet therapy, e cioè la terapia benefica offerta dal contatto con gli animali.

Cuccioli di cani e di gatti con cui giocare, per dimenticare, per qualche ora, gli orrori vissuti e le paure che ancora caratterizzano le loro giornate.

Storie che si intrecciano, tutte tragiche. C’è chi ha assistito all’invasione, da parte dei soldati russi, della loro città natale, chi ha visto i propri familiari percossi o peggio ancora uccisi. Alcuni di essi sono i figli, le figlie, i fratelli o le sorelle dei soldati che sono in prima linea contro Mosca, o che sono già stati uccisi.

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