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Green pass obbligatorio per muoversi e per i luoghi pubblici. La strada è segnata

Green pass obbligatorio per muoversi e per i luoghi pubblici. La strada è segnata Green pass obbligatorio per muoversi e per i luoghi pubblici. La strada è segnata

Il Green pass sta per diventare obbligatorio, la strada è segnata, com’è chiaro ormai da giorni, nonostante i “contro” della destra, Lega e Fratelli d’Italia

Per viaggiare su treni, aerei e navi, per avere una vita sociale, dal ristorante (al chiuso) alla discoteca, per entrare nei luoghi pubblici. Il Green pass sta per diventare obbligatorio. La strada è segnata, com’è chiaro ormai da giorni, nonostante i “contro” della destra, Lega e Fratelli d’Italia.

Green pass obbligatorio, una strada segnata

Oggi il Comitato tecnico scientifico consegnerà al presidente del Consiglio un documento con le regole base. Entro mercoledì, poi, si riunirà la cabina di regia.

Quindi la decisione quasi sicuramente imposta sotto forma di decreto.  

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Troppi casi di variante Delta

Il punto principale del documento del Cts, su cui è basata la richiesta di obbligatorietà del green pass negli ambienti affollati, è chiaramente l’evidente incremento dei casi dovuti alla variante Delta.  Questa, infatti, «è connotata da maggior contagiosità. E capacità d’indurre manifestazioni anche gravi o fatali in soggetti non vaccinati o che hanno ricevuto una sola dose di vaccino».

Gli scienziati sottolineano e ribadiscono la pericolosità della variante Delta «destinata, a breve tempo, a divenire dominante in Italia». Ma anche «in grado di indurre una sintomatologia grave, con significativi indici di ospedalizzazione e anche di letalità, nei soggetti che hanno più di 60 anni non vaccinati. E anche, sia pure in misura in parte minore, in quelli che hanno ricevuto una sola dose di vaccino».

Quindi, ciò che consiglia il Cts è una campagna vaccinale a tappeto per quegli over 60 non ancora immunizzati. Adirittura casa per casa, se necessario «al fine di identificare, nel minor tempo possibile, i soggetti a maggior rischio per ragioni anagrafiche che non hanno ancora ricevuto il vaccino». 

Questi dati sono confermati anche dal nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità.  Qui si attesta che nella fascia 60-79 anni «il 47,7% dei nuovi casi non era vaccinato. Solo il 18,2% invece aveva completato il ciclo vaccinale. Di chi è finito in terapia intensiva il 71,2% era privo di copertura. Ma con doppia dose la percentuale è scesa al 3%, al 25,8% con una dose sola. Il 73,1% dei deceduti non era vaccinato, solo il 5,6% aveva completato il ciclo».

Il Green pass sarà valido dopo 14 giorni dalla seconda dose, o naturalmente se si è guariti o reduci da un tampone negativo entro 48 ore.

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