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Gli incendi a Pantelleria: danneggiati anche gli alberelli di Zibibbo Patrimonio Unesco – InformaCibo

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Ci vorranno almeno 15 anni – spiega la nota di Coldiretti – per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 18/08/2022

L’Italia brucia con sei incendi su dieci che sono colpa dell’uomo spesso all’opera con un vero e proprio disegno criminale per incenerire migliaia di ettari di boschi e macchia mediterranea facendo salire il conto dei danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo con in media più di cinque grandi roghi ogni giorno dall’inizio dell’estate. E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti su dati Effis in riferimento al vasto incendio probabilmente doloso scoppiato sull’isola di Pantelleria che ha danneggiato anche parte dei vitigni di Zibibbo.

Da ricordare che l’isola di Pantelleria è stata inserita dall’Unesco nell’elenco dei patrimoni immateriali dell’umanità. L’isola infatti è famosa per i suoi vitigni di Zibibbo e per il suo proverbiale Passito.

Un tipico incendio doloso

“Il fuoco è stato appiccato in modo scientifico in due posti diversi di Pantelleria – ha detto il capo della Protezione civile della Sicilia–, a favore di vento, approfittando dello scirocco”.

Secondo alcuni dati sono almeno 30 gli ettari di terreno coinvolti nei roghi e a bruciare sono stati moltissimi vigneti, con conseguenze che rischiano di essere molto pesanti.

Ci vorranno almeno 15 anni – spiega la nota di Coldiretti – per ripristinare completamente le zone verdi distrutte dalle fiamme con danni oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici. In un’Italia spaccata in due dal meteo le devastazioni dei roghi si aggiungono ai danni all’agricoltura causati da siccità e maltempo che  hanno già superato i 6 miliardi di euro, pari al 10 per cento della produzione nazionale Il 2022 infatti si classifica fino ad ora in Italia come l’anno più caldo di sempre ma segnato da una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo.

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