giorgio-bianchi-a-la7,-scontro-tra-reporter-di-guerra:-dov’e-la-propaganda?

Giorgio Bianchi a La7, scontro tra reporter di guerra: dov’è la propaganda?

Tra gli ospiti di stamattina a L’Aria che tira c’era il giornalista Giorgio Bianchi, che al momento si trova in Donbass.

Alla domanda della conduttrice, su che guerra stava vedendo in Ucraina, il reporter ha risposto che vede la stessa guerra che ha visto otto anni fa.

“La guerra non è iniziata il 24 febbraio ma nel 2014 – ha detto – la stessa che sto raccontando da otto anni e per la quale ho fatto un documentario molto importante”.

Bianchi ha spiegato di avere un divieto di ingresso in Ucraina e che, il Governo ucraino, lo considera un criminale. Proprio come il collega italiano ucciso, Andrea Rocchelli.

Lo scontro tra Giorgio Bianchi e l’inviato di La7

A proposito dell’attacco alla stazione di Kramatorsk, che il governo regionale di Donetsk ha attribuito alla Russia, il giornalista ha detto di aver appreso la notizia attraverso i giornali.

Poi ha aggiunto: “Il 14 marzo, qua sotto casa mia, è scoppiato un razzo balistico lanciato dagli ucraini che ha ammazzato 23 persone e ne ha ferite 35. Io sono vivo per miracolo perché ne ero fuori”.

Secondo Bianchi si è trattato di un attacco terroristico, uno dei tanti che ha visto in questi otto anni.

A questo punto la Merlino si è collegata con il giornalista di La7 Cristiano Tinazzi. “Purtroppo ho sentito un sacco di stupidità – ha detto l’inviato – da una persona che non definirei neanche giornalista”.

Rispondendo al collega Bianchi, sul razzo balistico lanciato dagli ucraini il 14 marzo, ha detto che è stato intercettato: “Sono cose che capitano”.

La sviolinata della conduttrice arriva subito dopo: “Sei lì, vedi con i tuoi occhi, parli con le persone. Francamente mi sembra che non esistono voci più attendibili di chi è sul posto, e se le mettiamo in discussione è la fine del giornalismo”.

Anche Giorgio Bianchi è sul posto, solo che lui ci sta dal 2014, a differenza dei colleghi che evidentemente dovevano raccontare altro.

Le accuse del giornalista Tinazzi

Lo show è continuato e quando Bianchi ha fatto notare che nessuno stava mettendo in discussione alcunché, che lui era lì da otto anni e mezzo, Tinazzi gli ha dato del militante politico che sta dalla parte di chi attacca l’Ucraina.

“E chi lo dice?” ha replicato Bianchi. “Militante politico di quale partito?” Ma l’inviato di La7 ha chiuso il collegamento dicendo di non voler parlare con lui.

“Qui è veramente surreale quello che sta accadendo” ha risposto Bianchi. “Lei mi interrompe – ha detto riferendosi alla conduttrice – e fa parlare quel tizio che mi scredita. Cos’avrei detto di indicibile? Lui ha detto che il razzo è stato intercettato. Sarebbe stato contento se fosse caduto su Donetsk e avesse ammazzato 10mila persone? Ma che ragionamenti sono?”

Ovviamente la risposta non è arrivata. La giornalista ha detto che il suo inviato sta raccontando l’invasione della Russia in Ucraina.

“E la pulizia etnica che vogliono fare qui gli ucraini non conta?” gli ha replicato il reporter. “I 15mila morti e i 100 bambini non contano? Ma voi pensate che la storia inizi un giorno o che abbia un arco narrativo? Io sono un essere umano, sono un padre e sono un professionista, mi spiega cosa ho detto di indicibile?” Foto: La7

L’articolo Giorgio Bianchi a La7, scontro tra reporter di guerra: dov’è la propaganda? proviene da Oltre.tv.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.