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Generazione Changemaker: Parma è il primo Comune in Italia ad aderire al progetto

Redazione 16 dicembre 2022 19:41

Forte di un impegno partito nell’anno che la Commissione europea ha proclamato anno dei Giovani, con l’adesione al progetto Gen C dell’Agenzia Nazionale Giovani (ente governativo vigilato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Europea) e Ashoka Italia (ONG che promuove contesti di cambiamenti in termini di innovazione sociale ed educativa) il Settore Giovani del Comune di Parma ha proposto una giornata di contributi e di confronti dal titolo: “Leadership per il Cambiamento Essere, diventare e saper gestire la trasformazione dell’educazione”

“Parma è il primo e per ora unico Comune in italia ad aderire al progetto Gen C, Generazione Changemaker” ha detto orgogliosamente l’Assessora alla Comunità Giovanile Beatrice Aimi “I giovani hanno bisogno di sentirsi protagonisti del loro percorso di crescita. Il modello permanente nelle scuole prevede che tanto più fedelmente lo studente restituisca quello che viene proposto dall’insegnante, tanto più sarà premiato. L’insegnamento dovrebbe al contrario suscitare curiosità, scoperta, meraviglia, creatività: una scuola che propone questo apprendimento produce noia. Per cambiare e cambiarci, per ascoltare e dare voce ai ragazzi abbiamo aperto questo spazio di confronto, sulla scuola e per prevenire e curare il loro disagio, insieme ad Ashoka lavoriamo per costruire una comunità giovanile protagonista di una rivoluzione necessaria”.  

L’appuntamento, promosso dal Settore Giovani del Comune di Parma, con un’inevitabile prospettiva di inclusione e condivisione di ambiti afferenti, è stato aperto dal Vice Sindaco Lorenzo Lavagetto, dall’Assessora ai Servizi Educativi Caterina Bonetti e da Federico Mento, Direttore Ashoka Italia. 

Portando i saluti istituzionali al convegno il Vice Sindaco Lorenzo Lavagetto ha sottolineato come “Quella di oggi è un’occasione per mettere a punto strumenti che saranno d’aiuto alla nostra collettività”, in accordo alle sue parole dell’Assessora ai Servizi Educativi Caterina Bonetti ha detto “quando immaginiamo un futuro per la nostra comunità, per la città di Parma, la scuola è al centro di qualsiasi progetto, al centro di un cambiamento in cui dobbiamo credere e che può nascere in maniera efficace solo stringendo relazioni: questa giornata è una bella opportunità per immaginarlo e iniziare a promuoverlo”.     

I lavori a Palazzo del Governatore, in mattinata, e nella giovane prosecuzione presso i rinnovati spazi del Complesso del San Paolo, hanno mantenuto le aspettative di un titolo ambizioso, offrendo un’ampia prospettiva sulle metodologie applicate e sui cambiamenti possibili in ambito di educativa giovanile dalla città di Parma che sono stati avviati, nel segno di una partecipazione attiva delle nuove generazioni alla vita e ai processi di sviluppo della città, dalla musica del quintetto d’archi del Liceo Musicale A. Bertolucci.  

“Il quarto obiettivo di Sviluppo del Millennio, il goal n. 4 per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030  del suo piano d’azione verso il pianeta e le persone che lo abitano è quello che tende ad un’educazione di qualità” ha spiegato nel suo vibrante intervento Patrizio Bianchi “Una scuola aperta, inclusiva e affettuosa, che sappia insegnare senza umiliare le persone è l’obiettivo fondamentale che tiene insieme tutti gli  altri: perché per trasformare il mondo bisogna trasformare l’educazione. La trasformazione della scuola è il fulcro di una società dinamica che vuole essere sostenibile, è una sfida importante perché i ragazzi non sono il nostro futuro, sono il LORO futuro.”  

Il Comune di Parma e Ashoka Italia, hanno raccolto in questo evento culturale tutta la comunità educante (scuole, studenti/esse, famiglie, istituzioni, enti non governativi e aziende) per offrire un contributo ad una necessaria gestione e trasformazione dell’educazione. 

Obiettivo dell’iniziativa è stato quello di stimolare un dibattito e di formulare degli impegni individuali e collettivi alla luce dei più recenti risultati di ricerca e per affrontare la sfida di un’efficace azione educativa in termine di azioni di sistema chiedendosi come strutturare leadership diffuse per abilitare il protagonismo dei giovani nei percorsi di crescita.  

Alla base dell’iniziativa un’alleanza tra il Settore Giovani del Comune di Parma,  l’Agenzia Nazionale per i Giovani (ANG) – gerente dei programmi europei Erasmus+|Gioventù e Corpo Europeo di Solidarietà e promotrice di partecipazione e cittadinanza europea dei giovani attraverso occasioni in tema di mobilità, formazione, educazione, volontariato e scambi e Ashoka Italia – una grande rete di imprenditori sociali innovativi, visionari e rivoluzionari che attraverso un vasto network di studenti, scuole, università, imprese e organizzazioni civiche favorisce soluzioni sistemiche alle principali problematiche sociali per trasformare positivamente la società e le mentalità in tutto il mondo per costruire modelli e attitudini di lavoro con le nuove generazioni che rispecchino nuovi tempi, nuovi bisogni, nuove possibilità.  

La mattinata è stata strutturata in due momenti chiave. 

TRASFORMING EDUCATION SUMMIT: una visione di cambiamento 

L’Auditorium di Palazzo del Governatore ha offerto un’ampia ed autorevole tavola rotonda in merito alle buone pratiche, a bisogni e nuove strategie in ambito di educazione giovanile a cui hanno partecipato Patrizio Bianchi UNESCO Chair Education Growth, Equality Università di Ferrara, Cristina Grieco Presidente INDIRE e Pietro Crovari SDG4Youth Network Member.  

NUOVA LEADERSHIP E CHANGE MAKING: il ruolo trasformativo dei docenti e dirigenti per trasformare l’educazione. 

Ha visto i contributi di Francesca Storai di INDIRE, Aluisi Tosolini di CASCO Learning, Alessandra Rucci, Dirigente Liceo Scientifico Galilei Ancona e il giovane changemaker Matteo Spreafico di School Innovation Lab. 

Nelle sessioni pomeridiane parallele presso il Laboratorio Aperto del Complesso di San Paolo protagonisti sono stati gli operatori della formazione a diversi livelli e i giovani changemakers.  

Partendo dalla consapevolezza di quanto un lavoro di rete sia in grado di generare progetti di implementazione delle life skills negli adolescenti, hanno portato le loro esperienze e le loro buone pratiche gli educatori dei servizi per i giovani del Comune di Parma impegnati sul territorio di Parma: Silvia Scotti, Elisa Soncini e Angela Malandri, Chiara Arneodo, Francesco Mainini, Sara Aschieri. 

In ambito di Insegnamento come professione che collabora alla formazione dei giovani si sono alternati Andrea Pastorelli, Teach for Italy, Valentina Calcagno, WeSchool, Matteo Bianchini, Scuola Città Pestalozzi Firenze e Francesca Cavallini, TICE. 

Sul tema della trasformazione digitale preziose visioni di cambiamento e di strategie sono arrivate dai contributi degli educatori dei servizi per i giovani del Comune di Parma Luca Oppici e Benedetto Campione, insieme a Roberto Castaldo, ISIS Europa Pomigliano D’Arco, e il giovane changemaker Federico Sangalli di Fex Math.  

Sul come progettare il futuro della scuola e la scuola del futuro e fornire le risorse necessarie sono intervenuti Carola Carazzone, ASSIFERO, Anna Granata (PhD), Università degli Studi di Milano Bicocca, Oliviero Barbieri Dirigente ISIS Udine e la giovane changemaker Viviana Pinto di Discentis.  

Le conclusioni dei lavori sono state tratte e sintetizzate dall’Assessora alla Comunità Giovanile Beatrice Aimi insieme a Pier Paolo Eramo Dirigente Liceo Romagnosi Parma ed Enrico Carosio CASCO Learning e Luca Solesin di ASHOKA Italia.

“Essere leader vuol dire rendersi conto che abbiamo grandi poteri come individui, come singoli, ogni giorno nel nostro lavoro, nel rapporto con gli altri” hanno detto nella sintesi finale l‘Assessora Aimi, il Dirigente Eramo e il formatore Castaldo portando in cattedra i tabelloni con i post it che hanno collezionato simbolicamente i gruppi di lavoro“Il cambiamento generale sarà lento, ma è possibileOgni giorno nelle nostre classi, nelle nostre scuole, stringiamo un’alleanza, un gruppo che lavora per una dimensione di benessere che per i ragazzi non si sostanzi come elemento accessorio, ma come condizione prioritaria. Mappiamo la nuova didattica e condividiamola comprendendo le  pratiche di corpo docente e dirigente affinchè diventi sistemica. Facciamo nascere un team scuola senza voti che abbia le persone al centro e le accolga nelle loro diversità”.

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