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Funerale don Sergio. Il vescovo: un prete per la vita della gente

Tanti santarcangiolesi oggi pomeriggio hanno dato l’ultimo commosso saluto a don Sergio Matteini, deceduto mercoledì ad 83 anni. Si sono raccolti alla Collegiata, la chiesa dove per oltre 30 anni don Sergio da parroco si è messo a servizio della comunità. E’ stato il vescovo, Monsignor Francesco Lambiasi, a presiedere la messa, concelebrata da tanti confratelli sacerdoti. Nell’omelia ha ricordato come don Sergio abbia interpretato appieno la vocazione sacerdotale: “vivere per far vivere, contagiare le persone di vita“. Il primo atto è stato quello del “decentramento”. “Don Sergio si è lasciato espropriare di se stesso da Gesù” per rendere la sua vita un offerta per gli altri. “E’ stato un prete per la vita della gente“.

Monsignor Lambiasi ha letto anche alcuni brevi stralci del testamento che don Sergio aveva scritto il 29 agosto del 2015 e in cui descriveva la sua vita come “un intreccio di grandi doni“. Ha poi dato voce ad alcuni messaggio di parrocchiani e di persone che hanno avuto la possibilità di fare un pezzo di strada insieme a lui. “Un maestro della quotidianità, occhi dolci e mai giudicanti, la premura per i confratelli della casa del clero dove ha vissuto negli ultimi 20 anni e di cui è stato direttore, ma anche l’umiltà e la grande autoironia“. Quando nel 2001 lasciò la parrocchia di Santarcangelo lo fece con grande dolore, ma seppe anche interpretare quel momento con la proverbiale simpatia. A quel tempo, infatti veniva cambiato il campanone e lui disse che se si cambiava il campanone era giunto anche il tempo di cambiare il parrocone.

Monsignor Lambiasi ha poi ricordato l’intimo scambio che ha avuto con don Sergio 15 giorni fa, mentre era ricoverato in ospedale. “Ha ripetuto tante volte con giubilo: Il Signore mi ha troppo amato, il Signore mi ha troppo amato“.

Alla celebrazione hanno partecipato anche il sindaco Alice Parma e gli amministratori santarcangiolesi.

L’ex sindaco Mauro Vannoni, che gli aveva dato la cittadinanza onoraria, ha ricordato la grande umanità di don Sergio, la cui stretta di mano non era mai troppo forte né troppo debole, ma giusta, di persone che si rispettano e che si vogliano bene.

Il sindaco Parma ha voluto mettere in luce il dialogo aperto, l’ascolto generoso, l’impegno per i giovani, la passione educativa, l’attenzione per il mondo scout. Ma anche l’equilibrio e la saggezza che ne contraddistingueva l’operato in ogni piccola e grande azione spesa a favore della città e della comunità di Santarcangelo.

Il fratello di don Sergio, a nome della famiglia, ha voluto ringraziare tutti: “Anche dopo 20 anni di lontananza vi portava tutti nel cuore. Era grato per la vita spesa a servizio del Signore. Una volta mi ha detto: Il Signore mi vuole bene, anzi mi vuole troppo bene…aggiungendo in modo ironico: ma saranno fatti suoi. E’ per questo grande bene che vi ha portato tutti nel suo cuore e dal Paradiso continuerà a volerci bene, anzi, troppo bene”.

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