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Francesco Facchinetti senza filtri su suo padre Roby: “Non c’era quasi mai per me”

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Francesco Facchinetti senza filtri su suo padre Roby: “Non c’era quasi mai per me”

Il retroscena  confessato da Francesco Facchinetti: la verità sul rapporto con suo padre Roby Facchinetti, star dei Pooh. 

Il mondo dello spettacolo ha ormai imparato a conoscere e con il tempo ad amare Francesco Facchinetti che avevamo lasciato alle prese con il Capitan Uncino e che abbiamo ritrovato al tavolo della giuria del Cantante Mascherato. Facchinetti nasce come conduttore, in molti ricorderanno che  le prime edizioni di X Factor in onda su Rai 2 sono state guidate proprio da lui. Con il tempo il giovane artista ha provato a seguire le orme del padre nel campo della musica ma ai microfoni di Oggi è un altro giorno ha confessato:

“Non faceva per me, l’ho capito verso i 27 anni, vedendo come lavorava mio padre, e parlando con Cesare Cremonini, che viveva l’esigenza di scrivere e di fare musica. Certo, è stata una sconfitta, ma ho capito che non c’è nulla di male ad essere dei perdenti, mi ha insegnato a crescere”. Il racconto di Francesco Facchinetti tocca temi molto importanti come quello di un lutto importante e quello del rapporto controverso con suo padre.

Facchinetti: il retroscena sul rapporto padre e figlio

Essere figlio d’arte non è certo una cosa semplice e Francesco Facchinetti questo lo sa bene tanto da confessare ai microfoni di Serena Bortone alcuni retroscena sul suo rapporto con i genitori e in particolare suo padre Roby. Chiunque conosce il talento di Roby Facchinetti e il successo dei Pooh, Francesco ha però parlato della sua infanzia: “Oggi c’è un rapporto diverso, sono molto protettivo, arrivi ad una certa età che i figli si occupano dei genitori. Mio padre ha donato alla musica tutta la sua vita. Era sempre in tour, anche quando i miei stavano insieme lui non c’era molto, ho imparato ad amarlo crescendo. Mia madre dirigeva una comunità di Fratel Ettore, e quindi a un certo punto ha iniziato anche a dormire là. Io stavo con i miei nonni, o con i miei zii, e qualche volta dormivo anche io in comunità.”

Francesco confessa che molto spesso i suoi genitori erano assenti e parla anche di un lutto molto importante che si è ritrovato ad affrontare da solo: “Ho capito che avrei fatto questo lavoro a tredici anni, al mio primo concerto di Jovanotti da solo, con il mio migliore amico. Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita, ma lui è morto tre mesi dopo per una malattia. Non ho mai superato quel lutto. L’ho vissuto da solo, non ho chiesto aiuto a nessuno, neanche ai miei genitori”. Oggi Francesco è sposato e condivide l’amore per la sue figlie e sua moglie: “Non sono più al primo posto nella scala delle mie priorità. Se non avessi costruito una famiglia sarei dall’altra parte del mondo a fare chissà cosa“.

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Sara

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