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FdI torna in piazza (in veste governista): da Atreju a “10 anni di amore per l'Italia”

Da Giorgetti a Nordio, mezzo governo sale sul palco per la festa di Fratelli d’Italia in Piazza del Popolo a Roma. Tra gli ospiti anche Cristina D’Avena. Sabato la premier chiude la tre giorni intervistata da Del Debbio. Donzelli al Foglio: “Orbán e gli altri? Non ci saranno”

Arrivederci Atreju, benvenuta “10 anni di amore per l’Italia”. La festa di Fratelli d’Italia cambia veste, in occasione dei dieci anni dalla fondazione del partito della destra dopo la svolta di Colle Oppio che coincidono con l’arrivo a Palazzo Chigi. Non sarà più “il Natale dei conservatori”, come era stato lo scorso anno in Piazza Risorgimento a Roma. L’appuntamento si fa a metà tra un mercatino di Natale e l’usuale susseguirsi di ospiti: non più esponenti del governo che vengono ospitati da una kermesse d’opposizione ma ministri, sottosegretari, capigruppo attualmente in carica e appartenenti alla maggioranza. “Un anniversario, quello dei dieci anni, che casca in un momento particolare della storia di questa nazione. Mai ci saremmo immaginati di arrivare fin qui”, ha spiegato in una conferenza stampa di presentazione il coordinatore di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli accanto ai capigruppo Tommaso Foti e Lucio Malan e al presidente di Gioventù nazionale, Fabio Roscani. Rimarcando come quello in programma i prossimi 15-16 e 17 dicembre sarà il primo evento pubblico organizzato dal partito dopo la vittoria alle elezioni del 25 settembre.

La kermesse è in piazza del Popolo, a Roma, e punta molto sull’effetto mimesi natalizia: ci saranno gli stand di associazioni solidali di volontariato, “per chi non volesse seguire i dibattiti”, ha sottolienato Donzelli. Mentre in una metà della piazza sarà allestito il teatro al chiuso dove si avvicenderanno i vari ospiti. Si parte giovedì alle 15 con un dibattito a cui prenderanno parte i quadri locali di Fratelli d’Italia nel Lazio, tra cui Paolo Trancassini, descitto come futuribile prossimo candidato del centrodestra alle regionali. Sarà l’occasione per dare l’annuncio ufficiale sul nome designato? “Saranno Meloni, Salvini e Berlusconi a scegliere il momento adatto. Non c’è un appuntamento prestabilito. Ma certo si stanno parlando, hanno le idee chiare”, ha risposto a tal proposito Donzelli senza entrare nel merito della questione. Il vicepresidente del Copasir ha anche aggiunto, riferendosi a un evento cui prenderanno parte i capigruppo del centrodestra venerdì, che sarà l’occasione per “rinsaldare il patto di maggioranza con gli alleati e non solo”.

Tra gli appuntamenti principali di giovedì le interviste al presidente del Senato Ignazio La Russa e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La sera ci sarà, come anticipato dal Foglio, uno show di Cristina D’avena. Venerdì sarà la volta, tra gli altri, dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani (anche vicepremier), del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, così come di Eugenia Roccella (famiglia), Giuseppe Valditara (Istruzione) e di Carlo Nordio, che interverrà a un dibattito cui prenderanno parte anche Marco Travaglio e Daniele Capezzone. Mentre sabato è prevista un’intervista al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Nel pomeriggio ci saranno poi dei video messaggi di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, prima della chiusura delle 17 e 30 affidata a Giorgia Meloni intervistata da Paolo Del Debbio.

Completamente assenti le testimonianze degli alleati e dei riferimenti internazionali di Fratelli d’Italia come Sergio Abascal (presidente di Vox), il premier polacco Mateusz Morawiecki o del premier ungherese (pur appartenente al Ppe) Viktor Orbán. Questo nonostante solo a inizio ottobre (non era ancora a Palazzo Chigi ma era pur sempre la premier in pectore, avendo vinto le elezioni) Meloni fosse intervenuta con un messaggio alla festa di Vox. A domanda esplicita del Foglio Donzelli ha risposto che “in questo appuntamento parliamo di noi e agli italiani. Sono i 10 anni di Fratelli d’Italia, non di Atreju. Quando torneremo a organizzare quella kermesse ci sarà spazio per discutere con i nostri alleati e non, com’è sempre stato”.

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