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Fanni Guidolin, Infermiera ed influencer: “per fare educazione sessuale occorre usare le piattaforme e il linguaggio dei giovani”.

Dopo le polemiche che hanno portato l’infermiera ed influencer Fanni Guidolin a licenziarsi dal sistema sanitario pubblico e ad aprire la prima Clinica del Perineo in Italia a totale conduzione infermieristica, ho deciso di intervistarla e di darle voce, per capire il perché e l’importanza (dal suo punto di vista) di questa scelta decisamente coraggiosa.

Fanni Guidolin e il suo diploma da
Fanni Guidolin e il suo diploma da “sessuologa”, di cui va fiera.

Ho conosciuto Fanni a Camposampiero nel Padovano quando lavoravo in UTIC. Quel giorno avevo saputo per caso della presentazione del suo libro, “Storie di straordinaria corsia. La narrativa che cura“, che ho divorato in una sola ora. Ho subito intuito che avrebbe fatto parlare di se, per il suo modo non conformista di rappresentare l’assistenza e la vita di chi soffre, per il suo modo schietto di approcciarsi con chi le sta di fronte, per il suo modo ardito di pensare ad una Professione Infermieristica evoluta e scevra di atavici tabù.

Ecco come e cosa ha risposto alle mie domande.

Dottoressa Guidolin lei ha avuto il coraggio di rompere un tabù, ovvero finalmente una Infermiera ha scelto di occuparsi di educazione sessuale. Perché ha preferito la strada del social-network e non quella delle classiche pubblicazioni scientifiche?

Il linguaggio smart, informale e diretto è una metodica comunicativa che arriva dritta ad un popolo più giovane, che fa della comunicazione social il suo perditempo. Sono proprio loro,  i Giovani (futuri adulti) sui quali ritengo sia importantissimo fare educazione sessuale mirata, volta alla conoscenza di sé e dei meccanismi del piacere, al significato di consenso e di rispetto, al sesso consapevole e protettivo, alle sane relazioni, attraverso video brevi, facilmente condivisibili.

Approcciarsi in modo semplicistico permette di essere più umani, e, passami il termine,  “alla mano”, e di facilitare così le loro richieste di aiuto e consigli. Permette anche di raggiungere coloro che , per pudore, vergogna o mancanza di tempo, non riescono ad avvicinarsi ai percorsi istituzionali.

Le pubblicazioni scientifiche in ambito sessuale avrebbero dato sicuramente spessore alla mia professione ma non mi avrebbero consentito di raggiungere quella fetta di popolazione su cui si baserà il nostro futuro. Dobbiamo parlare il loro linguaggio. Questa è la vera prevenzione.

Ho voluto essere un’infermiera a tutto tondo.

Lei, come tantissimi altri colleghi, ha deciso di lasciare il Servizio sanitario pubblico per dedicarsi all’attività privata e creare la prima Clinica del Perineo. E’ stata sofferta la sua scelta?

Si. Tantissimo. Una scelta forzata dalle ingiustizie subite alla mia moralità e professionalità per colpa di una azienda che un giorno mi definisce fiore all’occhiello della sanità veneta e il giorno dopo non ricorda nemmeno chi sono. Avevo un ruolo importante e di punta. Sono enterostomista Team Leader da molti anni e mi occupo di pavimento pelvico con grande passione. Lavoravo in tre ospedali. Ma ho voluto sfruttare gli anni di esperienza lavorativa e tutte le mie specializzazioni per creare LA CLINICA DEL PERINEO, volta alle donne e agli uomini in difficoltà con le disfunzioni del pavimento pelvico e della sessualità, oltre che per la stomia. Credo sia la prima in Italia gestita da una infermiera.

L’educazione sanitaria e quella sessuale rientrano nei compiti del Professionista Infermiere. Allora perché tanto chiasso attorno alla sua scelta?

Per ignoranza sul nostro profilo infermieristico innanzitutto. Per pregiudizi e stereotipi della società bigotta. Per colpa di detrattori che non vanno oltre l’apparenza. I miei video di educazione sessuale sono stati definiti prima lesivi dell’immagine aziendale creando una bufera mediatica nazionale, poi congrui e corretti. Le sembra logico? Le persone intelligenti esplorano, guardano, non giudicano, esprimono pareri e permettono la libertà espressiva quando non lede i principi della costituzione. Chi ha fatto certe dichiarazioni ha leso la mia dignità e libertà con certe dichiarazioni gravissime e non potevo permettere di sottomettere ulteriormente il mio umile servizio a tali personaggi.

Da gennaio 2023 non sarà più dipendente ULSS. Non crede che la sua scelta possa portare danno d’immagine al SSR e sfiducia nella sanità pubblica tra i suoi followers?

La fuga di eccellenze sembra comune in molte realtà. Lo scrivevano anche ieri sui nostri quotidiani locali. Gli stipendi, per noi infermieri, sono ridicoli, la meritocrazia non esiste e gli ospedali sono diventati aziende, dove il fatturato è più importante delle persone.

Siamo numeri, verrò sostituita da qualcun altra, ma dovremmo chiederci perché sono sempre di più gli infermieri che si licenziano?

I miei 19.000 followers? Attendono ogni giorno i miei passi. Alcuni, insoddisfatti, mi scrivono che vorrebbero il mio coraggio. Altri non hanno specializzazioni e non sanno cosa potrebbero fare nel privato. Non si rendono conto del valore che hanno solo per il fatto di essere infermieri, potrebbero fare tantissimo!!! Il problema è che nell’immaginario collettivo l’infermiere è ancora solo quello che fa le punture. Se non impariamo a dare noi per primi un valore a noi stessi, non ci saranno evoluzioni nel mondo infermieristico.

Lei ha già scritto un libro di successo. Lo ha fatto da Infermiera esperta in un settore particolare come quello delle stomie e dei tumori. Tornerà a scrivere per il grosso pubblico e per gli amanti dei trattati di ispirazione scientifica?

In cantiere ho due libri. Nessun trattato scientifico. Uno contro i tabù del XXI secolo e un romanzo educativo sulla sessualità.

Nel cassetto ne avrei un altro, già scritto due anni fa, ma mai pubblicato. Parla di altro, un vademecum per genitori. Vedremo se avrò il tempo di inviarlo all’editore.

Lei si sente più influencer o più professionista sanitaria?

Una professionista sanitaria influencer. Dei tempi attuali diciamo, moderna. Dove “saper osare” apre sempre nuove vie (e nuove critiche). Un’infermiera alternativa insomma, che sa dimostrare che la determinazione e la gentilezza ti portano sempre dove vuoi arrivare, anche se trovi mille ostacoli lungo la strada.

Grazie Fanni e buon lavoro.

Leggi anche:

Fanni Guidolin, Infermiera, si licenzia dal SSN e apre la prima Clinica del Perineo.

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