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Enrica Fico ricorda Antonioni a 15 anni scomparsa

Spazio a Ferrara “un deserto da riempire di incontri e progetti”

La nebbia in cui perdersi, un deserto per ritrovarsi. A 15 anni dalla scomparsa di Michelangelo Antonioni, avvenuta il 30 luglio 2007 a Roma, Enrica Fico – moglie del regista e tra gli ideatori dello Spazio Antonioni che sorgerà a Ferrara e accoglierà una selezione dell’Archivio del cineasta – lo ricorda tramite la Fondazione Ferrara Arte con i due elementi che più hanno contraddistinto il suo percorso, umano e artistico.

    Nella casa in Umbria sulle colline di Trevi, Enrica Fico ha rivisto ‘Professione: reporter’, del 1975, con la nipote Silvana, che studia per diventare regista, e si sono confrontate su cosa rappresentasse il deserto nell’universo di Antonioni. “È stato il suo elemento, perché nel deserto si può scomparire. Ci si perde, ma lui ci ha insegnato che in quel ‘nulla’ ci si può anche ritrovare”, racconta la moglie. “È un po’ come la sua Ferrara. Da giovane aveva la nebbia per scomparire da se stesso.

    E se l’è portata dietro: quando faceva un film voleva annullarsi come uomo, non dare più ascolto ai problemi del quotidiano per dare invece spazio a una voce più profonda. Quando finalmente ha potuto smettere di raccontare la nebbia, e non vedere niente, è andato a cercare il deserto per vedersi, per riconoscersi” riprende Fico, ricordando ‘Il deserto rosso’ (1964) e i colori di ‘Zabriskie Point’ (1970).

    Enrica Fico si ricollega anche al nuovo progetto, che coinvolge direttamente Ferrara: “Mi piacerebbe che lo Spazio Antonioni fosse proprio un deserto da riempire di incontri, progetti, iniziative, collaborazioni”. Vi sarà esposta anche una selezione dell’Archivio Michelangelo Antonioni, il fondo di oltre 47mila unità (tra libri, dischi, pellicole, lettere, fotografie, premi opere pittoriche, sceneggiature) che il Comune di Ferrara ha acquisito dal regista e dalla moglie. Lo Spazio – realizzato nell’attuale Padiglione d’arte contemporanea – sarà diviso in aree con funzioni differenti, per un pubblico diversificato e tipi di eventi eterogenei. “Dobbiamo creare un comitato – aggiunge l’assessore comunale alla cultura, Marco Gulinelli – con i grandi artisti, tra cui quelli che hanno lavorato con Michelangelo, da Scorsese a Wim Wenders”. (ANSA).

   

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