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Emmy 2022: le nostre previsioni e dove vederli dall'Italia

Non abbiamo mai visto così tante serie tv come in questi ultimi due anni. In un mercato in cui il cinema annaspa e le sale faticano a riempirsi quando non ci sono di mezzo i blockbuster della Marvel e i Top Gun: Maverick di turno, le piattaforme di streaming proliferano e la fanno da padrone. Merito della pigrizia che ci trasciniamo dietro dalla pandemia, ma anche dell’iperqualità cui le produzioni televisive ci hanno abituato: cosa che rende le previsioni dei 74esimi Emmy Awards particolarmente difficili da indovinare. La cerimonia, in scena al Microsoft Theater di Los Angeles la notte tra il 12 e il 13 settembre e visibile in Italia in simulcast su Sky Atlantic e Sky Uno oltre che in streaming su NOW a partire dalle 0.30 – la cerimonia vera e propria, però, inizia alle 2 del mattino -, potrebbe, infatti riservare delle sorprese, soprattutto per quanto riguarda la categoria più pesante della serata, vale a dire quella della migliore serie drammatica. Per qualcuno l’Emmy andrà a Succession, la meravigliosa serie di HBO dedicata alla saga famigliare dei Logan e arrivata alla terza stagione, mentre per qualcun altro quell’Emmy andrà a Squid Game, la serie rivelazione del 2021 che potrebbe fare la storia: se la serie di Netflix creata da Hwang Dong-hyuk si aggiudicasse il premio, sarebbe, infatti, il primo titolo non in lingua inglese a trionfare agli Emmy, replicando il miracolo avvenuto agli Oscar con Parasite nel 2020.

A insinuarsi di prepotenza tra Squid Game e Succession è, però, anche Scissione, l’incredibile serie di Apple Tv+ diretta da Ben Stiller ma ingiustamente sottovalutata in Italia che, zitta zitta, potrebbe sfilare l’Emmy ai competitor da sotto gli occhi rimarcando quel detto popolare secondo cui, tra i due litiganti, è sempre il terzo a goderne. Sul fronte delle serie comedy, invece, a farcela per il secondo anno consecutivo potrebbe essere Ted Lasso, la deliziosa serie di Apple Tv+ dedicata a un allenatore che non sa niente di calcio – Jason Sudeikis, che ha già l’Emmy come miglior attore di una serie comedy in tasca – ma che è un portatore sano di ottimismo e vitalità. A mettere d’accordo più di una testata americana è il trionfo di Lee Jung-jae come miglior attore protagonista per Squid Game, anche se Brian Cox di Succession e, soprattutto, Bob Odenkirk di Better Call Saul, ormai arrivato all’ultima stagione, sono lì a gufargliela. Tra le miniserie, il nostro tifo più sfrenato va, invece, a The White Lotus, serie visibile in Italia su Sky che ha superato il problema delle restrizioni del Covid concentando l’azione in un resort di lusso e ai suoi odiosissimi ospiti – per la cronaca, la seconda stagione, che arriverà in autunno, è stata girata in Sicilia, e promette faville -. Torniamo, però agli attori: tra i favoriti troviamo ancora una volta Jean Smart come miglior attrice di una comedy per Hacks – ancora inedita in Italia -; Zendaya come miglior attrice di una serie drammatica per Euphoriapremio che Zendaya ha già ritirato nel 2020, diventando l’attrice più giovane a vincere nella storia degli Emmy -, anche se a insidiarla è Melanie Lynskey per Yellowjackets – serie di Showtime che racconta la vita di quattro adolescenti sopravvissute a un incidente aereo -; Michael Keaton come miglior attore di una miniserie per Dopesick – serie visibile su Disney+ che racconta la dipendenza di oppiodi negli USA – e Amanda Seyfried come miglior attrice di una miniserie per The Dropout – serie sulla caduta in disgrazia di Elizabeth Holmes e della sua azienda Theranos -. 

Non è, però, finita qui, visto che le categorie degli Emmy sono chilometriche e i più di 20mila votanti hanno più di una gatta da pelare per premiare lo sforzo dei più meritevoli. Come Kieran Culkin, probabile Emmy come miglior attore non protagonista di una serie drammatica per Succession; o Brett Goldstein come miglior attore non protagonista di una comedy per Ted Lasso; o, ancora, Hannah Waddingham come miglior attrice non protagonista di una comedy sempre per Ted Lasso. Comunque andrà, pare per certo che sul palco degli Emmy vedremo Succession con 25 nomination vuoi che non se ne porti a casa almeno la metà? -, Squid Game e Ted Lasso, ossia le serie più quotate e spinte più o meno da tutti. Confidiamo, come scrivevamo prima, però anche in Scissione – vedetela, non ve ne pentirete -, e in Stranger Things, che potrebbe portarsi a casa i premi tecnici anche se la mancata nomination di alcuni membri del cast – in modo particolare di Sadie Sink, ossia la rossa Max -, ha fatto arrabbiare non poco i fan della serie spaventati da Vecna e ansiosi di assistere al gran finale tutt’ora in fase di scrittura. La cosa che penalizza il pubblico italiano è il fatto che molte delle serie che arrivano alla candidatura finale nel nostro Paese non sono ancora uscite. C’è, per esempio, chi scommette su Abbot Elementary – serie che segue il racconto in prima persona di una maestra nera in una scuola della periferia di Philadelphia – nella categoria comedy, inclusa la sua creatrice e protagonista Quinta Brunson che, se si aggiudicasse tutti e tre gli Emmy per i quali concorre, sarebbe la prima artista afroamericana ad aver sbancato al premio.

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