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Elezioni politiche, sapete che i lavoratori hanno diritto per legge a permessi e riposi? Ecco quali

In vista delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, ricordiamo che i lavoratori hanno diritto a permessi e riposi specifici: ecco quali sono e in quali casi si possono richiedere

In Italia, il 25 settembre 2022, si terranno le elezioni politiche. I cittadini italiani saranno chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento. Sceglieranno sia i deputati della Camera che i senatori. Per la prima volta, in seguito ai risultati del referendum costituzionale italiano del 2020, il numero dei deputati sarà ridotto da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200. I seggi elettorali saranno aperti dalle ore 7 alle 23. Si ricorda che il 25 settembre è una domenica.

I lavoratori dipendenti hanno diritto a dei permessi e dei riposi particolari, collegati alle elezioni. Questo nel caso in cui svolgano il ruolo di presidente di seggio, segretario, scrutatore e rappresentante, sia di lista che di candidato o gruppi di candidati. I permessi elettorali e i riposi compensativi sono disciplinati da diverse Leggi. Le leggi di riferimento, in particolare, sono la numero 53 del 21 marzo 1990, la numero 69 del 29 gennaio 1992 e il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) numero 361 del 30 marzo 1957. Vediamo come sono disciplinati questi permessi.

Elezioni politiche 25 settembre 2022: permessi e riposi lavorativi

I permessi elettorali si dividono in quelli richiesti nei giorni lavorativi e in quelli richiesti nei giorni festivi. I giorni lavorativi sono quelli previsti nel contratto, quindi anche la domenica può essere considerata un giorno lavorativo, se il riposo è previsto in un altro giorno. In questo caso, il permesso elettorale prevede l’assenza dal lavoro giustificata e retribuita normalmente. Per i permessi richiesti nei giorni festivi, invece, si parla di riposi compensativi. Nel caso in cui un dipendente, infatti, avesse lavorato nel seggio elettorale in un giorno in cui era fissato il riposo settimanale, potrà richiedere una giornata di riposo in aggiunta a quelle normalmente disponibili. Il dipendente può anche decidere di non chiedere la giornata di riposo ma di farsi pagare una giornata aggiuntiva di lavoro.

Come riporta LavoroeDiritti.com, è necessario che il dipendente richieda il giorno di riposo compensativo immediatamente dopo le elezioni. Si aggiunge, inoltre, che se le operazioni di scrutinio si dovessero protrarre oltre le 23.59 del giorno delle elezioni politiche, anche se di poche ore, i lavoratori possono richiedere un ulteriore permesso per la giornata del martedì. Non sarà l’INPS a pagare la giornata lavorativa, ma il datore di lavoro, prontamente informato della necessità del lavoratore di richiedere un permesso elettorale.

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