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Elezioni, i partiti al manicomio

di Paolo Becchi

I manicomi sono chiusi da tempo ed è anche giusto così. Qui in effetti non c’è più bisogno di un manicomio perde tutta l‘Italia politica lo è. È finito il tempo del teatrino della politica, ormai siamo al manicomio. La frenesia delle elezioni più che il bipolarismo sta facendo emergere figure bipolari che andrebbero curate. Lo so che ormai non si cura più perché c’è solo la prevenzione dei vaccini, eppure qualche neuropsichiatra dovrebbe essere richiamato in servizio. Ce ne è un po‘ per tutti.

Partiamo dal caso eclatante di Calenda: l’uomo delle azioni, per cui il “verbo” non conta. Nessuno lo obbligava ad allearsi con Letta se non la Bonino che così resta vedova con Della Vedova, fa il grande passo e due giorni dopo non gli piace l’intera compagnia (bella figa, lo sapevi prima con chi ti mettevi no?) e va in televisione per dire che l‘amore è finito ancora prima di nascere. Sì oggi i rapporti sono instabili ma qui abbiamo battuto tutti i tempi. Ora non si sa bene cosa farà perché da solo dovrà raccogliere le firme, ma attenzione c’è lui, il bel ganzo che non aspettava altro Renzie pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Vedremo se la passione come si addice ai tempi avrà successo. Sarebbe una coppia perfetta. Ecco il centro finalmente c’è!

Il povero Letta però che fa: soli si muore, voglio l’amore diceva una canzonetta dei miei tempi. Sì e no (gli ambientalisti) non gli bastano proprio. Avrebbe un Conte che non aspetta altro che di baciarlo in bocca, come in tempo si faceva tra compagni a Mosca, ma come si fa con Insieme per il futuro di Giggino. Qui il manicomio diventerebbe un vero casino. Ma i Casini dai piacciono agli italiani (a proposito non siete incuriositi di sapere in quale bordello finirà questa volta quest‘ ultimo?)

Dall‘altra parte il tempo è sereno: nel triangolo regna la totale armonia. Berlusconi non si è neppure accorto del fatto che i due “centrini” sono stati preparati apposta per fargli perdere quei pochi consensi che ancora ha… ma lui è felice così. Chi può veramente brindare al momento è una donna e chi non vuole una donna.

Dulcis in fundo. Qui il manicomio è totale. Sei o sette liste o forse più antisistema: il miglior aiuto che di poteva offrire al sistema. Con questa legge elettorale non c’è trippa per i gatti e salvo imprevisti. tipo il romanzo di Saramago sulla lucidità. la vittoria del centrodestra pare sicura.

PS. Chi non ci crede, legga il libro che ho scritto con Palma sul Rosatellum, che è uscito in formato ebook oggi.

L’articolo Elezioni, i partiti al manicomio proviene da Nicola Porro.

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