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Ecco quali nuove armi l’Italia invierà all’Ucraina

L’Italia pronta ad inviare nuove armi a Kiev. Tutti i dettagli

L’Italia pronta ad inviare nuove armi in Ucraina.

“L’invio di armi è mirato a consentire all’Ucraina di difendersi e difendere la sua popolazione dall’aggressione russa” ha ribadito oggi il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, al Gr1, già preannunciato al Parlamento la scorsa settimana. “È la prosecuzione del nostro impegno come indicato dal Parlamento”, ha detto Guerini, secondo cui tale attività “non può essere disgiunta dallo sforzo diplomatico per il cessate il fuoco e per favorire i negoziati”.

Allo stesso tempo, l’Italia aumenterà il suo impegno sul fianco sud est della Nato – in Ungheria e Bulgaria – rafforzando così le nostre capacità già presenti sul fianco est, in Lettonia e Romania. Questo impegno “sarà dettagliato nella delibera missioni che porteremo in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane”, ha detto Guerini.

Quindi il governo Draghi invierà nuove armi a Kiev senza un nuovo voto in parlamento, visto che la copertura legislativa è già attiva con il decreto approvato il primo marzo.

“Nel pacchetto dovrebbero rientrare, tra l’altro, APC cingolati M113, ma anche obici semoventi da 155 mm PzH2000” riporta Rid (Rivista italiana difesa). “L’Italia è pronta a schierare altri militari al confine con l’Ucraina. Ma anche a mettere a disposizione delle autorità di Kiev armi tecnologiche come gli antidroni Guardian, disturbatori di radar, sistemi di difesa contro eventuali attacchi alle infrastrutture”, scrive il Corriere della Sera.

La lista precisa, comunque, resta top secret. Tutti i dettagli.

LE NUOVE ARMI CHE L’ITALIA INVIERÀ IN UCRAINA

Il nuovo pacchetto di armi dovrebbe includere: Missili spalleggiabili Stinger e Milan, mortai anti-carro, mitragliatrici pesanti e leggere, giubbotti antiproiettile, elementi, razioni k e proiettili in grande quantità.

Ma anche armamenti più pesanti come quelli mandati due settimane fa.”L’esigenza manifestata in ambito Nato e condivisa dai vertici della Difesa è di aiutare l’Ucraina sia nell’intercettazione di droni, sia con i disturbatori di radar. Ma anche con l’utilizzo di sistemi elettronici di intercettazione di comunicazioni e di frequenze radar che possono servire a bloccare eventuali intrusioni”, rivela il Corriere.

Per l’Ansa, nel pacchetto saranno inclusi anche dei semoventi d’artiglieria M109. Secondo Rid, “APC cingolati M113, ma anche obici semoventi da 155 mm PzH2000”. “Una scelta, quest’ultima, dovuta evidentemente alle condizioni degli M109 in riserva, evidentemente non trasferibili a seguito della valutazione fatta, ma che è discutibile considerando il numero ridotto di PzH200 – il miglior semovente di artiglieria al mondo – di cui dispone l’EI. Vedremo se la scelta sarà confermata oppure ci si sposterà magari sui cannoni a traino meccanico da 155 mm FH-70”, segnala Rid.

UNA QUESTIONE CHE DIVIDE LA MAGGIORANZA DI GOVERNO

Armare l’Ucraina è diventata una questione politica in Italia, con una crescente opposizione pubblica all’invio di armi italiane.

Negli ultimi giorni sia dal Movimento 5 Stelle sia dalla Lega si sono levate proteste circa un’ulteriore invio di armi pesanti a Kiev, senza un nuovo voto in Parlamento.

Ma la copertura normativa è già attiva con il decreto approvato lo scorso 1 marzo. Convertito in legge, quest’ultimo consentirà di inviare ami in Ucraina fino al 30 settembre.

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